Giugno 15, 2024

Negli ultimi decenni vi è stato un notevole numero di pubblicazioni svariate, incluso libri e documenti riguardanti la vita e l’esperienza di George Adamski ed altri Contattisti in tutto il Mondo. La maggior parte di questi è stata scritta da persone che non hanno avuto molti rapporti con i personaggi in oggetto e spesso da una parte risultano essere distaccati e a volte poco credibili, mentre quelli scritti dagli stessi contattisti risultano carichi di emozione, ma spesso sembraqno solo romanzi di fantascienza inverosimile, lo stesso vale per George Adamski, il cui ruolo storico rimane ancora avvolto nelle nebbie del tempo e del mistero.

George Adamski: tra mito e realtà
George Adamski.

Alla luce di ciò, leggendo di Adamski, la sensazione è di venire travolti da una marea di informazioni, alcune vere altre meno, alcune ridicole ed altre incredibili, come avviene per altri personaggi come Meyer, Siragusa, Cavallo ed altri, che possono confondere le idee e non consentire di giungere ad una visione chiara ed obiettiva della sua vita o di quella degli altri. Ma oggi mi interessa parlare solo di George Adamski, il conttattista per antonomasia, che finì a lavorare in modo occulto per la NASA ed il Governo USA.

Secondo alcuni stretti collaboratori ed amici del Contattista, all’Adamski Foundation, cercano di concentrarsi su fatti precisi, chiari e documentati per metterli a disposizione di tutti coloro che desiderano informazioni reali circa la figura di quest’uomo molto enigmatico e carismatico.

Chi era George Adamski

Il giovane Adamski nacque in Polonia il 17 Aprile 1891 da padre polacco e madre egiziana, Joseph e Frances Adamski. Quando aveva 2 anni la famiglia emigrò negli Stati Uniti a Dunkirk, New york, ovviamente non la località tristemente nota per la terribile disfatta franco-britannica nella II G.M.. Ancora adolescente, George fu reclutato e condotto in un scuola molto speciale nell’estremo Tibet orientale, nella quale rimase per circa 6 anni, storia che ricorda molto quella del tedesco Heinrich Harrer divenuto famoso con il film in cui fu interpretato da Bred Pitt.

Durante questo periodo di “addestramento” molto particolare, fece sue quelle lezioni e quei principi che avrebbe poi praticato ed insegnato nella Scuola che fondò a Laguna Beach, in California “The Royal Order of Tibet.”.
Tra i primi libri che scrisse ricordiamo “Saggezza dei maestri dell’estremo Oriente” che acquisì notorietà solo in seguito. Nel 1913 tornò negli Stati Uniti e si arruolò nel tredicesimo battaglione di Cavalleria dove fu congedato con onore nel 1919 dopo la fine della I. G.M.. Due anni prima, nel 1917, si sposò con Mary Shimbersky che morì nel 1954 lasciandolo vedovo ed in cerca di risposte.

Grazie ai primi insegnamenti ricevuti, alla formazione e alle esperienze della sua giovinezza, George fu uno studente estremamente appassionato di filosofia e della manifestazione dei Princìpi naturali della vita. Successivamente, negli anni Trenta, iniziò a partecipare a conferenze, trasmissioni radiofoniche e tenne corsi in cui impartiva questi concetti ed insegnamenti, sottolineando che questi principi universali dovevano necessariamente estendersi oltre questo minuscolo pianeta e diffondersi nel cosmo. si stava formando la personalità del leader carismatico e spiritualista che poi appare dopo il primo presunto contatto con i venusiani.

Il Monte Palomar e le foto degli UFO del Contattista

Come si è scoperto recentemente, le sue affermazioni erano corrette, almeno secondo i suoi seguaci, così come i concetti e gli aspetti della vita che ha divulgato e che riguardano il nostro pianeta, lo spazio e l’intero Universo.

Nel 1938, per aiutarlo nella sua ricerca, Adamski ricevette in dono da uno dei suoi studenti, la signora L. Johnson, un telescopio di 6 pollici (anni dopo, il figlio della signora Johnson, Dr. Johnson, partecipò alla costruzione ed installazione del famoso Telecopio Hale di 200 pollici di diametro sul Monte Palomar nelle cui vicinanze, nel 1947, Adamski si era trasferito e dove scattò le sue famose foto di UFO o astronavi extraterrestri).

George Adamski: tra mito e realtà

Già all’inizio del 1938, Adamski aveva scattato delle foto, con il suo telescopio, di oggetti che considerava UFO o navi spaziali extraterrestri. Presentò queste immagini al governo affinché le esaminasse, ma il coinvolgimento nella Seconda Guerra mondiale non fecero rivolgere al suo caso la dovuta attenzione. Così le foto non vennero ne analizzate ne considerate importanti fino al decennio successivo quando tutto cambiò per i motivi che già conosciamo.

Avvistamenti durante la II Guerra Mondiale

Durante la II Guerra Mondiale, molti UFO furono avvistati e segnalati da piloti militari, il fenomeno venne soprannominato Foo-Fighter, equipaggi dell’aereonautica e altro personale militare in ogni località del globo dove erano in atto interventi bellici ne furono testimoni, dapprima si credette fossero armi segrete naziste, ma poi si scoprì che anche loro li vedevano ed apaprtenevano ad una fazione estranea alla Guerra.

Di fatto esistono pubblicazioni che riportano fotografie di astronavi a forma di disco che sorvolavano diverse città europee sin dall’inizio del 1918, anche se la stragrande maggiornaza di questi avvistamenti riguarda luci sferiche di dimensioni ridotte. Il Generale MacArthur raccolse un Dossier di oltre 30000 pagine. Era chiaro che i visitatori interplanetari stavano osservando il nostro comportamento e le nostre azioni imprevedibili durante quel difficile periodo e che lo facciano ogni volta ci sia un eclatante salto tecnologico o una grande guerra mondiale.

Tuttavia, andando a ritroso nella storia dell’umanità, negli antichi testi e archivi si può trovare traccia di resoconti di questi mezzi e dei loro occupanti umani, umanoidi e non. Il suo contatto documentato ravvicinato del 20 novembre 1952 con questi veicoli discoidali e i suoi passeggeri, al quale assistettero 6 testimoni, pose Adamski in prima fila nel campo dell’ufologia che allora si stava ancora espandendo e trasformandolo di fatto nel primo contattista ufficiale della storia.

A seguire i suoi concetti contattistici come riportati dalla sua stessa Adamski Foundation.

Nei molti messaggi ricevuti i concetti più più significativi riguardavano:

  1. il nostro continuo abuso del pianeta e delle condizioni geofisiche in cui si trova; la sua interconnessione con lo spazio esterno ed il resto del Sistema Solare.
  2. il disperato bisogno della nostra civiltà di affacciarsi allo spazio esterno; una prospettiva che tra le molte altre cose, risveglierebbe in noi l’interconnessione cosmica con le altre civiltà spaziali. Forse attraverso questa esperienza smetteremmo di perderci in teorie, opinioni, supposizioni e, attraverso concrete sperimentazioni dirette, potremmo diventare testimoni e conoscitori della verità.
  3. terzo, ma non ultimo, maggiore coscienza e orientamento verso madre natura, i principi naturali, e l’impegno a ritrovare armonia ed equilibrio di tutto ciò che ci allontana dal riconoscimento di noi stessi, della nostra anima.

Personaggio di fama mondiale

Nel 1958 Adamski informò personalmente il presidente Eisenhower sulla situazione UFO, e nel 1959, iniziò il suo tour mondiale di conferenze che lo portò a viaggiare in California, Nuova Zelanda, Australia, India, Medio Oriente ed Europa. Tenne innumerevoli incontri pubblici, continuando ad avere accanto a sé i suoi amici spaziali e scattando foto spesso proprio dove si recava, infatti nei suoi viaggi, da paese a paese, era sempre accompagnato da numerosi avvistamenti UFO che lo seguirono.

Ricevette l’invito ad incontrare la regina Juliana dei Paesi Bassi e poté così ragguagliarla sulla sua esperienza contattistica con i venusiani. Questo è solo un esempio dei numerosi contatti che ebbe con personalità eminenti del mondo politico e nobiliare di tutto il mondo.

Nonostante un intenso e frenetico programma negli Stati Uniti, inclusi incontri con il Presidente Kennedy (dal 1961 in poi), nel 1963 Adamski si recò ancora una volta in Europa per tenere conferenze e consegnare a mano un messaggio sigillato degli esseri extraterrestri in Vaticano a Papa Giovanni XXIII.

Dopo questo incontro il Papa consegnò a George una medaglia d’oro come riconoscimento per il suo servizio, qualcosa che ad oggi crea quanto meno il dubbio che qualcosa di vero nella sua storia c’era sicuramente. Questo oggetto è oggi tutt’ora in possesso della Fondazione e viene mostrato pubblicamente durante le numerose conferenze e partecipazioni in tutto il mondo, anche se sinceramente non è che ne senta mai parlare.

Nel Gennaio del 1965 Adamski incontrò a New York il segretario Generale delle Nazioni Unite U. Thant, il quale gli offrì un posto all’assemblea Generale dell’ONU, qualcosa che a dire di molti lo avrebbe corrotto. Ma George Adamski gentilmente rifiutò la proposta spiegando che accettare una posizione così ufficiale lo avrebbe portato a subire pressioni e condizionamenti, per cui non fu disposto a compromettere la verità e l’autenticità della sua missione, un gesto nobile che ad oggi ha ancora un suo peso nella bilancia del vero e falso, almeno rispetto a molte foto chiaramente oggetto di discussione e molte delle quali comprovate false.

Nel video a seguire l’analisi della storia, dei fatti, delle foto e dei video di George Adamski. Non dimenticare di iscriverti al Canale Youtube.

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Un mese più tardi, alla fine di Febbraio, Adamski girò un filmato che riprendeva astronavi in azione (non sono riuscito a capire quale sia) a meno di 100 metri dalla cinepresa, e nonostante avesse già filmato degli UFO in molti paesi, purtroppo molti dei quali dichiaratamente lampioni, lampadari e plafoniere appese ai fili e lasciate scivolare con il loro movimento basculante, divenne anche questo famoso nella comunità ufologica più fanatica e meno professionale, nonchè più credulona e meno attenta; questo documento di Silver Springs, nel Maryland, fu uno dei migliori in assoluto da lui realizzati, almeno secondo la sua Fodazione.

Il 23 Aprile del 1965 morì, come avrebbe predetto ai suoi amici e collaboratori, anche in questo caso come scritto da Glenn Steckling, direttore della Adamski Foundation sul loro sito internet, ma non è possibile confermare in alcun modo tale affermazione, che lo metterebbe su un piedistallo a mo di preveggente.

Bibliografia di George Adamski.

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