Aprile 16, 2024

Perché le radiazioni cosmiche non hanno ucciso gli astronauti andati sulla Luna?

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Il livello di radiazioni nelle fasce di Van Allen è davvero molto alto, questo accade per specifici motivazioni, ma non è così alto come piace dipingerlo ad alcuni cospirazionisti che negano lo sbarco sulla Luna. Forse perchè devono portare acqua al proprio mulino, usano spesso dati vecchi, foto discutibili, ecc.. Io stesso negli anni sono stato e sono ancora un Complottista-Cospirazionista, ma mi attengo ai fatti, cerco le prove e quando debbo esporre ipotesi e tesi le discuto come tali e non come prove e dati di fatto. ricordiamoci sempre di dividire le due cose se non vogliamo apssare per ignoranti, creduloni o altro.

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Per chi non dovesse averlo studiato o non ne ha mai sentito parlare, l’atmosfera terrestre e il campo magnetico servono a proteggerci dalle letali radiazioni cosmiche che altrimenti ci estinguerebbero e dalle eruzioni solari, che creerebbero un effetto forno a micronde arrostendoci tutti quanti. Tale protezione fuori da esse, nello spazio profondo, però non esiste. Inoltre, a causa dell’effetto del campo magnetico terrestre, in alcune aree vicino al nostro pianeta, la quantità di radiazione è molto più alta rispetto a quelle che possiamo trovare sulla superficie della Luna, come mai? Perchè le fasce di Van allen deviano queste impedendone l’arrivo diretto sul suolo, ma rendendo le fasce una canalizzazione di radiazioni. 

Ma come è possibile che gli astronauti delle missioni lunari siano sopravvissuti a tali radiazioni passando dentro le fasce? Questo è uno dei tanti enigmi della Luna di cui vi parlerò, anche se non è un vero e proprio enigma. Scopriamolo insieme.

Radiazioni cosmiche

Esistono due tipi di radiazioni nel cosmo: la radiazione galattica meglio conosciuta come radiazione di fondo o radiazione cosmica, che è costituita da particelle che provengono dall’esterno del sistema solare e quindi da altre fonti non appartenenti a questo sistema stellare chiamato Sol, ovvero il nostro sistema stellare e la radiazione solare, che consiste principalmente in protoni emessi dal Sole. Questi li conosciamo come vento solare.

I raggi cosmici sono particelle di energia molto elevata che penetrano facilmente nel campo magnetico terrestre. Per fortuna, l’atmosfera della Terra ne assorbe la stragrande maggioranza, quindi ci protegge da una grave esposizione ad esse. La maggior parte delle particelle del vento solare non può invece attraversare il campo magnetico perché non sono  abbastanza veloci e quindi non arrivano nemmeno nella parte dell’atmosfera che ci serve per la sopravvivenza, anche se a volte passano.

Cinture o fasce di Van Allen

Tutte le particelle che non attraversano il campo magnetico finiscono per ruotate intorno al pianeta fino a disperdersi gradualmente, ma la loro continuinitò le rende comunque sempre forti. A causa di questo fattore la Terra è circondata da fasce di radiazioni, dove queste sono più potenti che fuori da esse, le fasce di Van Allen. 

Da questo fattore nasce la voce del complotto NASA, che vuole l’impossibilità del loro attraversamento e quindi la prova schiacciante e definitiva che non siamo mai andati sulla Luna; ma è così?

Qualche dettaglio in più

Su quale fascia cadrà una particella in movimento, dipende dalla sua: carica, massa ed energia quando colpisce il campo magnetico terrestre. A prima vista le fasce hanno la forma di un toroide e questo è ben visibile nelle illustrazioni. La parte interna ha una densità massima a un’altitudine di circa quattromila chilometri mentre quella più esterna raggiunge la sua massima densità ad un’altitudine di circa diciassettemila chilometri, sono quindi spazi molto ampi da attraversare e qui le tesi complottistiche si rafforzano, almeno sulla carta, infatti le missioni stesse e i dati moderni dicono altro.

Esse sono infine inclinate rispetto all’asse di rotazione terrestre e hanno una struttura molto complessa, per esempio varia lo spessore a seconda del punto della Terra. La forma e la densità delle cinture dipendono dall’attività solare, che le comprime e deforma e persino dall’attività umana, per esempio con esplosioni nucleari, esperimenti atmosferici, ecc, per cui la loro configurazione cambia continuamente, anche se si mantiene sempre con la sua forma più in generale. Tuttavia, tra la cintura interna e quella esterna esiste sempre una zona sicura larga circa seimila chilometri, dove le radiazioni sono più accettabili e che rende i viaggi meno rischiosi e la permanenza meno lunaga.

La quantità di radiazioni nelle fasce di Van Allen

Il livello delle radiazioni nelle fasce di Van Allen è davvero alto, su questo non ci sono dubbi, ma non è così alto come spesso detto da alcuni cospirazionisti tra cui molti di quelli che negano lo sbarco sulla Luna e da cui in questa occasione prendo larghe distanze.

Se mandi una persona senza protezione a volare direttamente nella cintura di Van Allen, riceverà una dose pericolosa di 1 Sievert in pochi giorni e una dose letale di 5 Sievert in un paio di settimane di volo, ma parliamo di stazionamento e non di attraversamento. Un fattore importantisismo e non unico.

Ovviamente il tempo esatto di esposizione dipende dall’orbita specifica e soprattutto dall’attività del Sole, per esempio cambia molto in caso di forti eruzioni solari, ma una dose pericolosa non può essere assorbita in un solo giorno, in nessun caso (parlaimo sempre di attraversamento).

Era quindi ovvio che si dovevano prendere precauzioni per proteggere gli Astronauti e quindi per ridurre al minimo l’effetto delle radiazioni all’interno delle fasce, le traiettorie di volo di tutte le missioni Apollo, tranne la 14° che sperimentò nuova rotta, aggiravano la fascia di radiazione interna, quella più pericolosa e attraversavano solo quella esterna, meno pericolosa, nelle regioni meno dense di esse e alla massima velocità raggiungibile, determinando in questo modo un viaggio più rapido, più sicuro e con meno assorbimento possibile di radiazioni.

CAUSA O PRATICA MEDICA. DOSE EQUIVALENTE. Fondo naturale di radiazione annuo (media) 2,4 mSv. Massima dose di fondo naturale annuo (Ramsar) 260 mSv. radiografia convenzionale. 1 mSv. TAC, tomografia computerizzata. 3 ~ 4 mSv. PET, tomografia ad emissione di positroni. 10 ~ 20 mSv. Scintigrafia. 10 ~ 20 mSv. Radioterapia. 10 ~ 40 Sv. G.FANELLI 2010.

Poche ore di permanenza ed esposizione

Il viaggio attraverso le fasce di Van Allen per gli astronauti diretti sulla Luna ha richiesto poche ore: circa 3,5 ore nel viaggio di andata e circa 2,5 ore sulla via del ritorno, per un totale di sole 6 ore di permanenza nelle fasce per ogni viaggio completo di andata e ritorno.

radiazioni

Per raggiungere la Luna e tornare a casa sani e salvi, gli astronauti delle missioni Apollo non hanno solo assorbito due volte le radiazioni delle fasce di Van Allen, ma hanno anche dovuto superare l’enorme distanza dalla Terra alla Luna con l’esposizione ai raggi cosmici, che paradossalmente sono meno forti, così come quelle sulla superficie della Luna.

Un volo del genere durante il programma Apollo durava circa sei giorni in tutto. Gli astronauti come fanno oggi, hanno dovuto lavorare in orbita e sulla superficie della luna per diversi giorni, aumentando i rischi. Il tempo totale delle missioni Apollo è stato da 8 a 12 giorni a missione. Pertanto, gli equipaggi sono rimasti esposti alle radiazioni per un periodo lungo, ma non eccessivamente pericoloso. Vi chiederete lecitamente quindi come mai, essi non sono stati danneggiati fisicamente?

radiazioni
MISURA LA DOSE ASSORBITA. Gy = J × Kg-1 (UNITA’ S.I.) MISURA DEL DANNO. Sv = J × Kg-1 (UNITA’ S.I.) MISURA RADIAZIONE IONIZZANTE. (NO S.I.) MISURA DELL’ ATTIVITA’ DEL RADIONUCLIDE. Bq = 1dis × s-1 (UNITA’ S.I.) MISURA DELL’ATTIVITA’ DEL RADIONUCLIDE. Ci = 3,7 × 1010 Bq (NO S.I.) Rd = 106 Bq (NO S.I.) MISURA LA DOSE DI RADIAZIONE ASSORBITA. Rad = 0,01 Gy (UNITA’ S.I.) MISURA LA DOSE DI RADIAZIONE EQUIVALENTE. Rem = Rad × Q (UNITA’ S.I.) G.FANELLI 2010.

Protezioni per gli astronauti

In realtà, gli astronauti avevano protezione contro le radiazioni nelle tute, ma soprattutto, siccome l’intera nave non poteva essere rivestita con uno spesso strato di metallo, che non l’avrebbe fatta decollare per via del peso, si provvedette con altre misure precauzionali. Quindi vennero schermate le parti dove si trovavano gli astronauti. Le capsule Apollo avevano una protezione dalle radiazioni sotto forma di 25 mm di alluminio. Anche il modulo di comando, dove si piazzano gli astronauti durante le fasi critiche, era ulteriormente protetto da acciaio, con uno spessore da 18 a 69 mm, che funge anche da schermo contro il calore, ovviamente non da solo, ci sono vari rivestimenti.

Cerano anche altre precauzioni importanti da tenere conto, per esempio, in caso di eruzione solare e di brusco aumento del livello di radiazione, gli astronauti dovevano chiudersi nel modulo di comando e continuare il viaggio lì dentro fino alla fine del pericolo e se necessario fino alla fine del viaggio, cosa che credo sia anche successa.

Grazie a tutte le precauzioni prese su: scafo, tute e accorgimenti vari, le radiazioni assorbite dagli astronauti, a seconda della missione, ha variato da 1,6 a 11,4 milliSievert, un dato molto rassicurante; vediamo il perchè. 

Conclusioni

La dose standard di radiazioni assorbibili prima di subire danni è di 50 milliSievert all’anno. Questo standard è stabilito come norma per le persone che lavorano con le radiazioni sulla terra, vedi per esempio zone contaminate, centrali nucleari ecc., e che è considerata sicura. Ovvero 4-5 volte in più di quelle assorbite dagli astronauti.

Pertanto, attraversare la cintura di Van Allen è completamente sicuro per viaggiare per poco tempo dalla Terra allo spazio e viceversa, l’importante è non stazionarvi dentro a lungo, passarla quindi velocemente e non restarvi in orbita per non subire danni. Ovviamente non bisogna nemmeno attraversarla di continuo, altrimenti si accumulerebbero le radiazioni nocive nell’organismo, questo è infatti uno dei motivi per cui gli astronauti si davano il cambio e spesso non partecipavano per uanni a missioni. Ed anche questa prova mossa contro chi sostiene che non siamo mai andati sulla Luna, viene meno, non amo fare l’avvocato del Diavolo, ma mi piace fare chiarezza e parlare di dati quando questi sono disponibili.

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