Nel 2014 scrivevo questo articolo “I Diavoli della Zisa” con annesso reportage di foto per un network giornalistico romano. Oggi ho deciso di riprenderlo e ripubblicarlo perchè sempre attuale e chiarificatore.

I diavoli della Zisa
Il Palazzo della Zisa di Palermo ed una parte del sistema di fontane del suo parco ricostruite sul progetto originale (foto di Gabriele Lombardo).

I famosi diavoli della Zisa di Palermo, si trovano appunto nel palazzo o castello della Zisa, una delle più antiche architetture arabo-normanne esistenti. La costruzione cominciò nel 1165 sotto Guglielmo (detto il Malo). Egli non riuscì a terminare l’opera. Guglielmo II (detto il Buono) la terminò dopo circa un decennio. Il giardino di questa residenza estiva reale, si estendeva fino ad Altofonte e si chiamava il Genoardo (dall’arabo Jannat al-aro ovvero “giardino o paradiso della Terra”); insieme alle quattro Cubole dei quattro angoli dell’altro giardino reale dove si trova l’altra residenza reale, la Cuba, formano la più importante e bella area arabo-normanna della città di Palermo e rappresentano una delle poche aree di quell’epoca ancora in discrete condizioni in tutto il Mediterraneo.

I diavoli della Zisa
Sala esterna dove il re riceveva la corte e dove si trova la prima fontana del Palazzo da cui si sviluppa il sistema di fontane a gradini, sopra di essa si trova una volta a muqarnas arabi. In alto il piccolo affresco della leggenda dei diavoli della Zisa (foto di Gabriele Lombardo).

Le origini della leggenda

I diavoli della Zisa, appartengono alla tradizione popolare della città palermitana, infatti da secoli ormai, si parla della leggenda secondo cui chi decifrerà il loro numero esatto il giorno dell’Addolorata, avrà rivelato da essi, il luogo segreto dove sarebbe custodito un leggendario tesoro in monete d’oro. Tale leggenda ricorda in pratica la famosa pentolaccia d’oro degli gnomi, anch’essa contenente monete d’oro, che si troverà solo riuscendo ad arrivare al luogo da cui nasce un arcobaleno.

Le origini precise della leggenda dei diavoli e del Tesoro da loro custodito, non è chiara e quindi ben conosciuta; ma la leggenda narra di due innamorati perseguitati dal sultano di Sicilia durante la dominazione arabo-moresca, i quali furono protagonisti di una serie di eventi che vedremo tra qualche istante.

La principessa di nome Al-Aziza (la magnifica) era innamorata di un giovane nobile e voleva coronare il suo sogno d’amore, ma ovviamente il sultano non era d’accordo; i due, datisi alla fuga non riuscirono a sfuggire a lungo prima di farsi catturare in un luogo preciso, davanti il palazzo reale della Zisa, dove lanciarono un incantesimo che permise loro di nascondere l’intero patrimonio (dote della principessa) in monete d’oro in un nascondiglio segreto; lì secondo la tradizione, solo un prescelto capace di rompere l’incantesimo, avrebbe potuto trovare l’oro. I due giovani vennero poi catturati e condannati a morte e qui finisce la loro parte nella leggenda.

I diavoli della Zisa

La tradizione popolare aggiunge anche, che per poter rompere l’incantesimo e trovare il famigerato tesoro della Zisa, bisogna contare il numero esatto dei famosi diavoli di un affresco, che si troverebbe nel punto dove i due giovani lanciarono l’incantesimo. Questo luogo è situato sulla facciata frontale del palazzo dove il Re riceveva la sua corte e dove si trova il piccolo affresco (grande circa 1,5m per 50cm) dipinto nella volta di un arco.

I diavoli della Zisa
I diavoli della Zisa raffiguranti gli Dei dell’Olimpo (foto di Gabriele Lombardo).

Sempre secondo la tradizione popolare, i cosiddetti diavoli della Zisa, non possono essere contati in numero esatto, perché ogni qual volta si prova a contarli, essi sembrerebbero di numero diverso (in realtà il numero di 20 è da sempre conosciuto ed essi altri non sono che le raffigurazioni degli Dei dell’Olimpo, così come spiegò lo storico siciliano Giuseppe Pitrè). Ad alimentare la leggenda sull’immagine il fatto che la conta degli Dei olimpici risulta difficile a causa di una concomitanza di fattori: la prospettiva da cui si guardano, la distanza da cui si osservano e soprattutto il fatto che tutte le figure dell’affresco hanno dimensioni differenti e in parte sono dipinti a mezzo busto nascosti dalle nuvole.

I diavoli della Zisa
l Palazzo della Zisa: al centro ciò che rimane della torre idrica, in primo piano una delle fontane del parco esterno e le stalle andate distrutte nella II G.M. e ricostruite in epoca moderna (foto di Gabriele Lombardo).

La leggenda

La leggenda ha avuto una valenza importante per spiegare la natura del nome dello stesso palazzo reale (voluto da Guglielmo il Malo per competere con le costruzioni fatte dal padre). Il nome stesso della Zisa (A-Ziza che letteralmente vuol dire “la magnifica”) ha lo scopo di enfatizzare la magnificenza dell’architettura del palazzo, all’interno del quale sono custoditi incredibili paraventi in legno intarsiato e i famosi muqarnas arabi.

Quest’ultimi sono una sorta di soffitti a forma di piccole stalattiti intervallate da nicchie, e, più importante di tutti, un sistema di areazione e ventilazione che fa invidia ai migliori impianti di aria condizionata attualmente in funzione. Per quanto riguarda i diavoli della Zisa, abbiamo quindi appurato in conclusione, che si tratta di 12 figure precise che rappresentano le principali divinità dell’Olimpo greco-romano, più altre 8 minori di cui una è affiancata a quella che dovrebbe essere Afrodite e dovrebbe rappresentare quindi Eros. Questi Dei, vennero quindi chiamati diavoli dalla popolazione ignorante dell’epoca. Questo avvenne per le loro caratteristiche: il forcone di Nettuno usato spesso nelle raffigurazioni del Lucifero infernale e le corna caprine di Pan e di alcuni satiri.

Articolo del 19 giugno 2004 – precedentemente pubblicato su Seven Network.

Tutte le foto di questo articolo sono protette da Copyright.

Di Gabriele Lombardo

Gabriele Lombardo è nato il 17 gennaio 1975 a Palermo. Diplomato al Liceo Artistico e grafico per reti internet/intranet, egli ha acquisito nel tempo maggiori e più precise conoscenze artistico/culturali anche nel campo della clipeologia e degli studi associati e paralleli come il simbolismo, l’archeologia misteriosa e la paleoastronautica (teoria degli antichi astronauti). Esperienze E’ stato investigatore privato ed addetto alla sicurezza, cose che gli sono servite per sviluppare attitudini all’investigazione e le tecniche di analisi. Soprattutto ha sviluppato doti idonee ad un approfondito profilo di investigatore ufologico e del paranormale, nonché più generalmente di tipo misterico. E’ stato aspirante pubblicista-giornalista di controinformazione per quasi quattro anni, scrivendo di guerre, crisi internazionali, scienza, ufologia, archeologia del mistero, complotti internazionali, ecc.. a scritto per X-Time, Seven Network, Seven Radio, Il vespro ed altre riviste o network. Attualmente è anche autore. Convegni e conferenze Fin dall’età di tredici anni è stato appassionato di antiche culture, storia, scienza e misteri di tutti i tipi. Negli anni è stato testimone diretto ed indiretto di molti eventi ufologici ed alcuni paranormali. Nel 2006 intraprende il suo interesse verso l’ufologia, dopo circa sei anni dedicati al paranormale più in generale e comincia a scrivere in rete su vari blog e forum a tema misterico-ufologico. Nel 2010 ad Alcamo (Trapani) effettua il suo primo convegno pubblico con i rappresentanti di CUN, CISU ed un astronomo, su invito dell’Associazione Culturale Impronta di Palermo. Dopo aver fatto alcuni importanti convegni sulla controinformazione, il controspionaggio, la propaganda storica, l’ufologia storica, le scie chimiche e tecnologie come HAARP e MUOS, ha elaborato una propria tesi che unisce insieme la sperimentazione delle tecnologie sopracitate, il fenomeno ufo e le armi ad energia solida o ad energia più ingenerale (laser, microonde, ecc.). Ha anche effettuato un reportage fotografico sul MUOS durante la sua costruzione. Ruoli e gruppi fondati Gabriele Lombardo diventa Coordinatore e Responsabile per Il CUS (Centro Ufologico Siciliano) tra il 2011/2012, dove ha svolto indagini ufologiche territoriali, ha formato un gruppo di sostegno e ricerca per la Sicilia Occidentale, ed ha svolto attività convegnistiche organizzando con esso ben 3 convegni a Carini (Palermo); ha inoltre contribuito alla stesura di un Libro dal titolo “Gli Ufo in Sicilia – Parlano i Testimoni” di Salvatore Giusa, con alcuni casi indagati personalmente e documentati fotograficamente. Nel 2014 fonda l’Associazione Culturale “Nuovo Millennio – UFO Hunter Italia” poi chiusa i primi del 2018, di cui è stata Presidente, organizzando e partecipando come relatore o guida a 13 convegni (Trapani, Palermo, Carini, Caccamo), 10 skywatching ufo/astronomici e 3 gite archeologiche organizzate. Con la stessa Associazione e con il supporto di Giornalisti d’inchiesta, un tecnico del CIR di Roma e ricercatori indipendenti, ha condotto e documentato le indagini degli ultimi 5-6 anni presso Canneto di Caronia (Messina), dove autocombustioni, fenomeni magnetici, contatti alieni, fenomeni paranormali, eventi medianici, anomalie di vario genere ed avvistamenti UFO, hanno generato molte ipotesi. Ha anche condotto indagini sulle rotte UFO sopra le città di Palermo, Marausa-Birgi (Trapani) e Carini-Aeroporto Falcone Borsellino. Ha anche condotto indagini sulla casistica delle Province di Palermo, Trapani ed Agrigento per due anni. E’ anche stato autore di molti avvistamenti fotografati e ripresi. Ha organizzatore numerosi convegni e skywatching, spedizioni investigative, archeologiche ed antropologiche. Interviste ed esperienze radiofoniche e TV Gabriele Lombardo è stato in radio diverse volte come ospite per parlare di temi ufologici, di contattismo, scie chimiche, storia, occultismo, esoterismo, ecc.. E’ anche stato più volte ospite di una TV Monte Lepre (Palermo), dove ha coo-condotto come ospite speciale due trasmissioni a tema ufologico-scientifico-misterico affrontando temi come: il Meteorite di Celiabynsk, area 51, Casistica regionale siciliana e Roswell. Egli è stato intervistato dalla trasmissione TV Voyager dove ha potuto esporre una personale tesi che collegherebbe i fenomeni di Canneto di Caronia con le frane del Messinese di qualche anno fa. E’ stato anche intervistato per la galleria di Tremmonzelli in Sicilia (dove avvengono strani fenomeni, avvistamenti UFO e combustioni spontanee correlate ad anomalie magnetiche ed impulsi elettromagnetici o microonde). Gabriele è anche stato ideatore e Conduttore radiofonico della trasmissione “Nuovo Millennio” che andava in onda ogni venerdì dalle 22:00 alle 00:00 su Radio Carini, e condotta insieme ad altre persone. Gabriele Lombardo è anche cittadino di “Asgardia“, la prima Nazione spaziale che attualmente è in trattativa per un seggio all’ONU ed effettua missioni spaziali automatizzate. Egli ha anche un diploma ad Honorem causa “in antichi culti e religioni” Rilasciato dalla chiesa Universale degli USA ed è autorizzato Press presso la stessa istituzione negli Stati Uniti. Ora è ricercatore indipendente e ha dato e continua a dare il suo contributo alla formazione ed il mantenimento delle attività della F.U.I. (Federazione Ufologica italiana), di cui è uno dei promotori e fondatori. Ruoli nella FUI e pubblicazioni Allo stato attuale è a Capo di alcuni dipartimenti ed è vice Capodipartimento di altri. Nel 2019, ha contribuito alla stesura del libro: Il Paradosso di Fermi. “Where is everybody?” Ricerca Aerospaziale Quaderno n. 4 – Anno 2019 insieme a Dario Del Buono, Francesca Maria Manoni, Giuliana Conforto, Giuseppe GM Quartieri, Laura Quartieri, Paolo Saraceno, Piercamillo Quercia. Gabriele Lombardo si occupa anche di analisi foto video, di investigazione dei casi UFO, di fenomeni ad essi connessi e di tutto ciò che è mistero o scienza, scrive articoli e libri. Mail personale: gabrielelomb75@gmail.com

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