Luglio 21, 2024
Il monte Tuscolo

Il monte Tuscolo nasconde informazioni e cultura ben più antichi di quelli latini e medievali, poco noti e trascurate dagli accademici del mondo dell’archeologia e della storia canonica. Guardandosi intorno con attenzione nelle rocce è possibile notare i segni lasciati da una remotissima civiltà, che ne avrebbe marchiato il volto con petroglifi e monoliti lavorati con scalpello. La vetta, in particolare, ospita numerose coppelle (per chi non lo sa, sono fori circolari e concavi della roccia), canaletti (ovvero linee scavate), vaschette, nicchie artificiali e una sorta di piccolo dolmen.

Le uniche informazioni archeologiche del caso furono raccolte da una spedizione di studiosi fascisti prima della II G.M ed a cui fecero seguito altri studi decisamente molto più recenti e spesso dovuti a ritrovamenti fortuti. Lo stesso vale per molti luoghi misterici di Lazio e parte della Toscana e dell’Umbria. Il Monte Tuscolo è oggetto anche di altri tipi di misteri che non tratterò in questo articolo, ma che giusto per farvi capire vi nominerò soltanto, infatti tutta la zona è piena di avvistamenti UFO, talvolta anche eclatanti, io stesso ne ho documentato uno al lago di Albano dalle sponde di Castel Gandolfo.

Ma ci sono anche tanti altri misteri nella zona, ritrovamenti archeologici insoliti come quello del tempio di arcaico di Diana, storie o miti antichi che vedrebbero protagonisti gli Dei che dimoravano nelle barche-tempio, oppure una riemergente ritualità antica e talvolta riesumata, culti politeistici ancora vivi nelle campagne e in luoghi particolari e poco conosciuti e via così.

Curiosità tra paganesimo e satanismo

Nell’Antico tempio di Giove, forse dedicato più al figlio Ercole che a lui stesso, considerato divinità della transumanza e quindi utile in una zona dove c’era tanto pascolo, si narra che vi dimori la notte Satana in persona, che dall’alto guarderebbe la città dimora della Chiesa Cristiana Cattolica.

Ma da dove viene questa diceria sul Monte Tuscolo? Questa storia ha un fondamento di verità, nel senso che in loco si svolgevano messe nere, documentate da giornaliste negli anni 90 con la scorta delle forze dell’ordine. Il luogo viene descritto come un antico tempio in stato di abbandono dove si respira un energia macabra e maligna; sul posto venivano visti cortei di incappucciati di nero che compivano rituali sacrileghi e blasfefi, nonchè processioni e invocazioni.

Vedi anche l’articolo sull’Abbazia di Thèlema ed il Mago satanista Alaister Crowley.

La città romana e l’area archeologica

Nella zona sorgeva una città romana, oggi invece ora, vi si trova il Parco archeologico del Tuscolo. Ma le origini della città risalirebbero a prima dei romani e forse a prima degli etruschi, qualcuno addirittura fa riferimento al mito e quindi la farebbe risalire all’epoca descritta nell’Odissea omerica ed in particolar modo al figlio della maga Circe e di Ulisse, Telegono.

Il Parco archeologico del Tuscolo è più grande di quello che sembra, è diviso tra quattro comuni: Grottaferrata, Frascati, Monte Porzio e Montecompatri. I resti di Tusculum comprendono: diverse ville nobiliari tra cui quelle di Silla, Cicerone, Lucullo, Tiberio e Matidia. Tra gli edifici più importanti e più imponenti c’è il Teatro del I sec a.C., vi sono anche la Basilica, una fontana arcaica e il tempio di Mercurio.

Il monte Tuscolo
Parco Archeologico del Tuscolo.

E’ presente in loco anche una lunga via sepolcrale con un santuario extraurbano che affaccia sulla valle Latina dove si erge un edifico termale. Recentemente si è unita al resto dei rudei anche un’acropoli, la fortezza medioevale dei Conti Tuscolani e la Basilica della SS. Trinità. All’esterno del perimetro murario di Tusculum, si trovano infine i resti dell’anfiteatro, per buona parte interrato, che occupa una piccola valle immersa nella vegetazione di quello che un tempo era il Bosco Sacro.

Strani resti arcaici non ufficiali del Monte Tuscolo

Nella parte più alta del monte, si incappa in un muro di cinta ormai in parte erso, scavato nella roccia vulcanica, dal quale si può godere di un panorama mozzafiato sull’area archeologica romana. Ma non solo, camminando verso sud e fronteggiando il sentiero del Monte Cavo, montagna che meriterebbe un articolo che non escludo di scrivere in futuro, ci si trova di fronte a una insolita zona tufacea discendente, dall’aspetto stranamente peculiare.

Una volta discesi da quest’ultima stranessa geologica però, si nota subito qualosa di strano alzando gli occhi e guardandosi indietro, infatti, osservandola dal basso assume la forma quasi netta di una gradinata grezzamente scolpita o più probabilmente molto erosa dalle pioggie, per alcuni del luogo ed escursionisti che ahnno scritto articoli e hanno parlato della cosa, ha avuto un battesiomo e molti nomi, uno dei quali è “scalinata arcaica“. Un escursionista su un resoconto della spedizione dice che ha:

“lungamente cercato informazioni circa questo manufatto, ma senza successo. I gradini imperfetti, i fianchi che la circoscrivono irregolari. È come se la sua sua geometria fosse…sbagliata.”

Sempre secondo la stesso esploratore:

“la mano che avrebbe scolpito quest’area sembrerebbe proprio la medesima della Piramide Etrusca. Ciò spingerebbe la datazione di entrambi i manufatti a un’epoca in cui queste due aree erano abitate da una cultura comune e non ancora scissa, ovvero prima dell’avvento etrusco (800 a.C. circa).

Il periodo proto villanoviano (1.200 a.C.-1.000 a.C.) e villanoviano (1.000 a.C.-800 a.C.)  potrebbero rappresentare un’opzione valida, se non fosse che gli insediamenti villanoviani non sono molto comuni -benché non rarissimi- nel territorio a sud di Roma. L’alternativa è rappresentata dalla cultura rinaldoniana, ma questo vorrebbe dire retrodatare i due siti al 4.000 – 2.000 a.C., un periodo storico in cui immaginarsi la modellazione di un manufatto come il Sasso del Predicatore (pur tenendo conto di tutte le possibili rimaneggiature nei corsi dei millenni successivi) ha dell’incredibile. In sostanza, se la teoria si dimostrasse corretta, la Piramide Etrusca sarebbe più antica della Grande Piramide di Cheope.

E se la cima del Tuscolo, al di sotto della cittadella medievale, nascondesse anch’essa una sorta di gigantesco Sasso del Predicatore?

Vedi anche l’articolo in specifico sull’antica Piramide etrusca di Bomarzo.

Conclusioni

Tutta la zona è incredibilmente carica di energie e ricca di antichità di cui si conosce pochissimo, andare in questi posti ti ricarica di energie, ti fa fare un salto nel passato e ti arricchisce da molti punti di vista. Ma cosa non meno importante, ti innesca tanto meraviglia quando domande e ti porta a speculaizoni sulla conoscenza delle civiltà nel passato e sul nostro, ormai perso contatto con la natura e la nostra vera spiritualità. Non di meno ci porta anche a scontrarci con gli aspetti misterici della storia della civiltà umana, quella più occulta ed esoterica e meno comune e conosciuta.

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