Maggio 25, 2024

La biblioteca di Alessandria: conoscenza perduta del mondo antico

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La Biblioteca di Alessandria, una meraviglia architettonica e l’epitome della genialità intellettuale ed oggi copiata dalla banca delle sementi nella svalbard e da altre opere che però non hanno nulla a che vedere con cultura ed antichità. Essa si ergeva come simbolo della conoscenza, oggi ormai perduta, del mondo antico nell’omonima città scomparsa dell’antico Egitto.

La biblioteca non era solo un deposito di scritti, ma un santuario di saggezza e un faro di ricerca intellettuale, consultato dagli uomini di: filosofia, storia, cultura, scienza e tecnologia di tutto il mondo. Fondata durante il regno di Tolomeo I Soter nel III secolo a.C., la Biblioteca di Alessandria mirava a raccogliere, conservare e diffondere la conoscenza accumulata dall’umanità, inclusa quella ad oggi considerata: occulta, mistica, misterica ed esoterica, tal volta anche perduta e retaggio di altre civiltà più antiche e precedenti e forse persino degli Dei.

Il contenuto della Biblioteca di Alessandria

La collezione della biblioteca era un vasto tesoro di testi antichi, tra cui opere di letteratura, filosofia, matematica, astronomia, medicina e altro ancora. La sua raccolta comprendeva manoscritti e pergamente di ogni sorta e maniera ed in più lingue di quanto immaginiamo. Ospitava volumi e rotoli di rinomati studiosi dell’epoca, come: Euclide, Archimede e Ippocrate, tra i tanti.

Viene citata in molti film di hollywood, uno tra gli ultimi la straziante storia di Ipazia, che contiene tra le altre cose anche una teoria poco conosciuta ma molto accreditata su chi potrebbe aver voluto la distruzione della cultura contenuta in essa e chi avrebbe quindi, forse appicato l’incendio che la finì di devastare, la teoria sostiene che uno dei capi della chiesa cristiana di allora la fece bruciare.

La biblioteca di Alessandria: conoscenza perduta del mondo antico

Un tragico destino

Tuttavia, la Biblioteca di Alessandria ha incontrato un tragico destino e la sua precisa distruzione rimane oggetto di dibattito e speculazione. Ciò che si sa, è che è stata distrutta da un feroce e rapido incendio quasi certamente appiccato volontariamente da qualcuno che voleva distruggere la conoscenza umana in essa racchiusa. Si ritiene anche che: invasioni e conflitti nel corso dei secoli abbiano portato alla sua fine già gradualmente, con conseguente perdita di innumerevoli manoscritti inestimabili e saggezza antica nel tempo.

Per fare un esempio, il Crizia citato da Platone potrebbe si, essere un’opera incompleta dell’autore, ma è altrettanto plausibile che la fonte dove esso recuperò le informazioni su Atlantide erano già andate perdute in precedenti incidenti.

Nell’antica biblioteca erano quindi anche racchiusi i famosi manoscritti di Atlantide; strano che la città di Alessandria d’Egitto abbia subito proprio una sorte simile a quella della città perduta e sommersa descritta da Platone nel Crizia e nel Timeo.

La distruzione della conoscenza

La distruzione della Biblioteca di Alessandria è stata una tremenda perdita per l’umanità. La sua scomparsa non solo ci ha privato di una grande quantità di conoscenza, ma ha anche interrotto la continuità dei documenti storici, ostacolando la nostra comprensione del mondo antico.

Essa continua ad affascinare l’immaginazione di studiosi e storici e soprattutto di amanti del mistero e complottisti, alimentando speculazioni sulla grandezza della conoscenza che è andata perduta, ma che personalmente mi trova invece daccordo con loro. Le storie e le leggende che circondano la sua scomparsa hanno aggiunto un’aria di mistero e intrigo alla sua eredità e i ritrovamenti archeologici e artistici sommersi degli ultmi anni recuperati aggiungono altri misteri alla grande storia della città egizia, capitale tolemaica.

Eppure, anche in sua assenza, la Biblioteca di Alessandria ha lasciato un impatto duraturo sul mondo. Simboleggia la ricerca della conoscenza, l’importanza di preservare il patrimonio intellettuale e la fragilità delle conquiste umane ed è quindi ancora fonte di ispirazione. Inoltre essa serve a ricordare il profondo valore dell’educazione culturale e sociale e la costante necessità di salvaguardare e custodire i nostri tesori storici e dello scibile umano.

Conclusioni

In conclusione, la Biblioteca di Alessandria rimane un capitolo enigmatico negli annali della storia, ricordandoci la fragilità della conoscenza umana e delle costruzioni anche più robuste ed elaborte che il tempo deteriora e distrugge seppur con maggiore lentezza, anche se a volte le cancella in un istante e l’importanza di preservare il patrimonio intellettuale umano. La perdita di questa antica biblioteca si riverbera attraverso i secoli ed ha innescato miriadi di misteri, che forse oggi avrebbero una spiegazone e ci racconterebbero non solo una storia più completa, ma anche per molti aspetti diversa, sottolineando l’importanza di custodire e salvaguardare i nostri tesori culturali per la memoria storica.

Mentre la biblioteca fisica può essere persa per noi uomini moderni, la sua eredità culturale sopravvive sparsa per il mondo, ispirando generazioni a cercare saggezza, svelare misteri e scoprire i segreti del mondo antico.

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