Il 14 luglio del 2014 veniva pubblicato questo articolo che parla della Stazione Spaziale di Von Browne su Seven Network a Roma.

Lo scrittore Willy Ley (consulente per l’Air Force e la NASA) e lo scienziato della NASA Wernher Von Braun (ideatore dei razzi e delle navette USA che portarono l’uomo in orbita e sulla Luna), nel 1963 pensarono che i tempi potessero essere maturi per la costruzione di una stazione spaziale e ne idearono una a forma di ciambella o ruota.

Stazione spaziale
Werner Von Braun presenta il modellino della Stazione spaziale a forma di ruota

Il progetto della Stazione spaziale

Ley scrisse a tal proposito: “La sezione trasversale del satellite artificiale […] include una quarantina di uomini, supponiamo quindi che l’equipaggio comprenda in totale circa 80 persone. Per quanto riguarda l’atmosfera, l’uso dell’elio in luogo e dell’azoto, permetteranno di diminuire il peso da trasportare e quello complessivo della stazione spaziale. Per generare ossigeno, basterebbero alcune vasche di alga clorella, per una totale superficie di 20 mq”. Secondo altri documenti da lui scritti, ogni uomo a bordo avrebbe avuto a disposizione 2 litri di acqua potabile al giorno e persino carne e verdura fresca per nutrirsi. L’acqua non potabile avrebbe potuto esser trasportata a bordo con delle navette, sotto forma di ghiaccio in grandi blocchi.

Aggiunge anche a tal proposito che: “Basterebbe un leggero involucro per rendere maneggevoli e facilmente stivabili i grossi blocchi di ghiaccio”. Inoltre, i rifiuti prodotti nella stazione sarebbero stati sganciati, bruciando al rientro verso la Terra. Questi avrebbero bruciato nell’ingresso con l’atmosfera. Ley conclude dicendo: “Il diametro della stazione, dalla struttura simile a quella di una ruota, sarà di 75 metri, e l’anello esterno avrà invece un diametro di 9 metri con comparti disposti su tre piani”. Vediamo altre informazioni sul progetto originale. Una doppia parete avrebbe protetto da meteoriti e radiazioni, uno specchio rotante avrebbe permesso di sfruttare l’energia solare invece di quella atomica (già progettabile e costruibile all’epoca).

La futura stazione spaziale anulare ed i razzi per il trasporto di Space X sono praticamente identici a quelli di Von Brown.

Un mondo sensa satelliti

Ley non aveva previsto i satelliti per le telecomunicazioni, pensava quindi che il contatto radio con la Terra si sarebbe limitato a circa 20 minuti ogni 2 ore per via della rotazione intorno al nostro Pianeta, del satellite artificiale. Le navette in transito (ovvero quelle che sarebbero andate sulla Luna e avrebbero fatto una fermata sulla stazione spaziale) sarebbero approdate dentro appositi anelli stagni di gomma gonfiabile, con un effetto di contro-rotazione rispetto al resto della stazione e situati in “torrette”, alla sommità delle quali in caso di emergenza c’era un meccanismo di blocco che le separava dall’area abitabile del complesso. L’idea venner ripresa anche in un film intitolato “La conquista dello spazio“. Questo film vide proprio Wernher Von Braun come consulente tecnico.

Un’altra stazione spaziale simile la si riscontrò nel romanzo “La Sentinella” di Arthur C. Clarke poi rivisitata da Stanley Kubrick per il film “2001 Odissea nello spazio” e riscontrabile anche nelle riprese interne del film russo “Solaris” (originale), dove la stazione spaziale si estende proprio a forma di anello tubolare. Nel penultimo caso la contro rotazione dei due anelli della stazione avrebbe permesso di creare o simulare una gravità interna, cosa che avrebbe fatto anche la stazione spaziale di Von Braun e Ley.

Interni ed esterni della Stazione Spaziale ideata da Werner Von Braun e scafandro per lavori pesanti e manutenzione per gli astronauti

L’idea di Werner Von Brown

Ecco come Von Braun invece descriveva la sua idea di stazione spaziale orbitale: “Anche se i suoi occupanti non avvertiranno alcuna sensazione di moto nello spazio, la ruota girerà attorno al globo alla velocità di 25.400 chilometri all’ora, compiendo in due ore una rivoluzione completa. Secondo uno degli attuali progetti (1963), la base sarà composta da 20 sezioni di nylon e altre sostanze plastiche. Ognuna di queste sezioni sarà un’unità indipendente, che una volta montata insieme alle altre a formare un anello chiuso, potrà essere suddivisa in scompartimenti simili a quelli dei sommergibili: venti compartimenti stagni, per evitare che una meteorite, penetrata nella stazione, provochi la fuga di tutta l’aria che vi sarà contenuta. Le pareti, di una speciale materia plastica, saranno comunque tanto resistenti da fermare il 99% dei piccoli bolidi celesti.

Le varie sezioni verranno trasportate in orbita ripiegate su se stesse; una volta, poi, che la ruota sia stata montata e fissata, le sezioni verranno gonfiate come una gomma d’automobile, fino a dare all’intera struttura la rigidità necessaria. Se l’anello di 75 metri compierà una rivoluzione ogni 12,3 secondi, si otterrà una gravità sintetica equivalente a quella terrestre, o 1 g. Al centro della ruota sarà posta l’entrata, con le camere di decompressione; di qui gli astronauti accederanno, lungo il tubo che costituirà l’asse, alla circonferenza. La vita sarà angusta e complicata per i conquistatori dello spazio, che si troveranno in condizioni paragonabili a quelle di un moderno sottomarino. Ciononostante, lo sviluppo della stazione spaziale è inevitabile come il sorgere del Sole: l’uomo ha già ficcato il naso nello spazio ed è improbabile che lo tirerà indietro”.

Stazione spaziale
La Stazione Spaziale di “2001 Odissea nello spazio” ricreata sul modello del libro “La Sentinella”

Una stazione spaziale ancora oggi all’avanguardia

Ricapitolando Von Braun aveva ideato nel 1963 una stazione spaziale orbitale di plastica, sufficientemente resistente da bloccare il 99% dei micro-meteoriti, creando una gravità perfettamente identica a quella della Terra (1G) e capace di ospitare 80 tra astronauti, scienziati e ingegneri. Inoltre li avrebbe autonomamente sostentati producendo ossigeno ed acqua potabile da alghe Clorella (le cui proprietà sono conosciute dalla fine del 1800 e studiate in laboratorio dal 1923) come dice Ley.

Grazie a traghetti che erano costruiti come i sottomarini avrebbe inoltre avuto costanti rifornimenti di ghiaccio e cibo dalla Terra, avrebbe fatto da ponte per la Luna, era facile da costruire e composta da sezioni su tre piani divise in comparti, comparti che si sarebbero esclusi autonomamente in caso di foratura per via di collisioni meteoritiche o guasti.

Alghe clorella utili per la produzione di ossigeno.

Conclusione

Per concludere potremmo dire che la vita degli astronauti sulla stazione spaziale di Von Braun e Ley non sarebbe stata peggiore, ma molto migliore e forse più sicura, di quella di chi soggiorna oggi nel 2014 nella ISS (stazione spaziale internazionale), il cui costo tra l’altro è incredibilmente alto, lo spazio angusto e le capacità limitate. Inoltre l’equipaggio della stazione rotante avrebbe goduto di diverse importantissime cose, per esempio: maggiore spazio, maggiore compagnia, cibo fresco, acqua in quantità, molti più laboratori per gli esperimenti e soprattutto una gravità che impedirebbe la decalcificazione e gli altri problemi di cui soffrono oggi gli astronauti.

Di Gabriele Lombardo

Gabriele Lombardo è nato il 17 gennaio 1975 a Palermo. Diplomato al Liceo Artistico e grafico per reti internet/intranet, egli ha acquisito nel tempo maggiori e più precise conoscenze artistico/culturali anche nel campo della clipeologia e degli studi associati e paralleli come il simbolismo, l’archeologia misteriosa e la paleoastronautica (teoria degli antichi astronauti). Esperienze E’ stato investigatore privato ed addetto alla sicurezza, cose che gli sono servite per sviluppare attitudini all’investigazione e le tecniche di analisi. Soprattutto ha sviluppato doti idonee ad un approfondito profilo di investigatore ufologico e del paranormale, nonché più generalmente di tipo misterico. E’ stato aspirante pubblicista-giornalista di controinformazione per quasi quattro anni, scrivendo di guerre, crisi internazionali, scienza, ufologia, archeologia del mistero, complotti internazionali, ecc.. a scritto per X-Time, Seven Network, Seven Radio, Il vespro ed altre riviste o network. Attualmente è anche autore. Convegni e conferenze Fin dall’età di tredici anni è stato appassionato di antiche culture, storia, scienza e misteri di tutti i tipi. Negli anni è stato testimone diretto ed indiretto di molti eventi ufologici ed alcuni paranormali. Nel 2006 intraprende il suo interesse verso l’ufologia, dopo circa sei anni dedicati al paranormale più in generale e comincia a scrivere in rete su vari blog e forum a tema misterico-ufologico. Nel 2010 ad Alcamo (Trapani) effettua il suo primo convegno pubblico con i rappresentanti di CUN, CISU ed un astronomo, su invito dell’Associazione Culturale Impronta di Palermo. Dopo aver fatto alcuni importanti convegni sulla controinformazione, il controspionaggio, la propaganda storica, l’ufologia storica, le scie chimiche e tecnologie come HAARP e MUOS, ha elaborato una propria tesi che unisce insieme la sperimentazione delle tecnologie sopracitate, il fenomeno ufo e le armi ad energia solida o ad energia più ingenerale (laser, microonde, ecc.). Ha anche effettuato un reportage fotografico sul MUOS durante la sua costruzione. Ruoli e gruppi fondati Gabriele Lombardo diventa Coordinatore e Responsabile per Il CUS (Centro Ufologico Siciliano) tra il 2011/2012, dove ha svolto indagini ufologiche territoriali, ha formato un gruppo di sostegno e ricerca per la Sicilia Occidentale, ed ha svolto attività convegnistiche organizzando con esso ben 3 convegni a Carini (Palermo); ha inoltre contribuito alla stesura di un Libro dal titolo “Gli Ufo in Sicilia – Parlano i Testimoni” di Salvatore Giusa, con alcuni casi indagati personalmente e documentati fotograficamente. Nel 2014 fonda l’Associazione Culturale “Nuovo Millennio – UFO Hunter Italia” poi chiusa i primi del 2018, di cui è stata Presidente, organizzando e partecipando come relatore o guida a 13 convegni (Trapani, Palermo, Carini, Caccamo), 10 skywatching ufo/astronomici e 3 gite archeologiche organizzate. Con la stessa Associazione e con il supporto di Giornalisti d’inchiesta, un tecnico del CIR di Roma e ricercatori indipendenti, ha condotto e documentato le indagini degli ultimi 5-6 anni presso Canneto di Caronia (Messina), dove autocombustioni, fenomeni magnetici, contatti alieni, fenomeni paranormali, eventi medianici, anomalie di vario genere ed avvistamenti UFO, hanno generato molte ipotesi. Ha anche condotto indagini sulle rotte UFO sopra le città di Palermo, Marausa-Birgi (Trapani) e Carini-Aeroporto Falcone Borsellino. Ha anche condotto indagini sulla casistica delle Province di Palermo, Trapani ed Agrigento per due anni. E’ anche stato autore di molti avvistamenti fotografati e ripresi. Ha organizzatore numerosi convegni e skywatching, spedizioni investigative, archeologiche ed antropologiche. Interviste ed esperienze radiofoniche e TV Gabriele Lombardo è stato in radio diverse volte come ospite per parlare di temi ufologici, di contattismo, scie chimiche, storia, occultismo, esoterismo, ecc.. E’ anche stato più volte ospite di una TV Monte Lepre (Palermo), dove ha coo-condotto come ospite speciale due trasmissioni a tema ufologico-scientifico-misterico affrontando temi come: il Meteorite di Celiabynsk, area 51, Casistica regionale siciliana e Roswell. Egli è stato intervistato dalla trasmissione TV Voyager dove ha potuto esporre una personale tesi che collegherebbe i fenomeni di Canneto di Caronia con le frane del Messinese di qualche anno fa. E’ stato anche intervistato per la galleria di Tremmonzelli in Sicilia (dove avvengono strani fenomeni, avvistamenti UFO e combustioni spontanee correlate ad anomalie magnetiche ed impulsi elettromagnetici o microonde). Gabriele è anche stato ideatore e Conduttore radiofonico della trasmissione “Nuovo Millennio” che andava in onda ogni venerdì dalle 22:00 alle 00:00 su Radio Carini, e condotta insieme ad altre persone. Gabriele Lombardo è anche cittadino di “Asgardia“, la prima Nazione spaziale che attualmente è in trattativa per un seggio all’ONU ed effettua missioni spaziali automatizzate. Egli ha anche un diploma ad Honorem causa “in antichi culti e religioni” Rilasciato dalla chiesa Universale degli USA ed è autorizzato Press presso la stessa istituzione negli Stati Uniti. Ora è ricercatore indipendente e ha dato e continua a dare il suo contributo alla formazione ed il mantenimento delle attività della F.U.I. (Federazione Ufologica italiana), di cui è uno dei promotori e fondatori. Ruoli nella FUI e pubblicazioni Allo stato attuale è a Capo di alcuni dipartimenti ed è vice Capodipartimento di altri. Nel 2019, ha contribuito alla stesura del libro: Il Paradosso di Fermi. “Where is everybody?” Ricerca Aerospaziale Quaderno n. 4 – Anno 2019 insieme a Dario Del Buono, Francesca Maria Manoni, Giuliana Conforto, Giuseppe GM Quartieri, Laura Quartieri, Paolo Saraceno, Piercamillo Quercia. Gabriele Lombardo si occupa anche di analisi foto video, di investigazione dei casi UFO, di fenomeni ad essi connessi e di tutto ciò che è mistero o scienza, scrive articoli e libri. Mail personale: gabrielelomb75@gmail.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.