Luglio 21, 2024

Questo articolo sull’aereo stealth del III Reich, già pubblicato l’11 ottobre 2013 su Seven Network, oggi viene ripubblicato su Stato di Emergenza.

Molti sono convinti che la tecnologia stealth sia stata inventata negli Stati Uniti, ma è veramente così? Assolutamente no. Il padre del primo aereo americano di questo tipo (F-117) era l’ingegnere Ben Rich; egli sul letto di morte ha dichiarato ad amici e colleghi di lavoro, che tutti i progetti della Skunk Works derivarono dall’UFO crash di Roswell. Mentre alcuni, da altri schianti da cui furono recuperati i rottami o gli scafi quasi integri. Dichiarò chiaramente che i progetti base, erano già stati sperimentati in parte con successo dai nazisti. Mentre alcuni aerei convenzionali venivano progettati da egli stesso ed altri ingegneri (vedi l’U-2, l-SR-71 Blackbird, l’X-1, lX-15, ecc.), alcuni progetti denominati black project rimanevano segreti fino alla creazione di una vera e propria flotta di velivoli spaziali segreti, una flotta americana capace di fare viaggi interplanetari e forse interstellari. Forse faceva riferimento al progetto Solar Varden.

In questo articolo però ciò che ci interessa non è la presenza assodata di progetti oscuri e segreti, o la veridicità di UFO crash e recuperi di velivoli alieni, ma l’affermazione che i tedeschi nella II Guerra Mondiale costruirono un velivolo invisibile ai radar.

Foto d’epoca dell’Horten in volo.
L’Horten 229 in volo in una foto d’epoca.

Il primo stealth della storia

Il primo aereo stealth della storia fu il bombardiere tedesco Horten. Questo velivolo fu di fatto la prima ala volante del mondo, e precedette quelle USA derivate dai resti di questo velivolo, di almeno 2 o tre anni. L’Horten fece il suo primo volo nel 1944. Divenne operativo nei mesi prima della resa della Germania. Ufficialmente non venne mai impiegato in azione.

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Il velivolo era un bimotore a reazione, decisamente più sofisticato del suo successore statunitense YB-35 ad eliche controrotanti, e più piccolo del successivo YB-49 con motore a reazione. Con i suo jet della Junkers poteva raggiungere i 1000 km di distanza ad una velocità di 1024 km orari e volare a 15000 metri di quota raggiungendone un massimo di 16000; se fosse mai entrato in servizio avrebbe di fatto potuto stravolgere i risultati della guerra: invisibile ai radar, la sua quota era superiore alla gittata delle contraerei e dei razzi -persino a quella della maggior parte di velivoli da caccia degli alleati- e poteva raggiungere tranquillamente l’Inghilterra ed il fronte russo.

Horten IX V2, uno dei prototipi sperimentali che avrebbero portato alla versione di produzione Gotha 229. (NASM, National Air and Space Museum, Smithsonian Institution).

I suoi discendenti

Alcune indiscrezioni raccontano che questo velivolo discenda direttamente dall’aereo stealth del III Reich e la sua tecnologia derivarono dagli studi degli ingegneri germanici sin dagli anni ’30 (i fratelli Horten) in seguito al ritrovamento di UFO precipitati al suolo in Germania e in Italia (il secondo precisamente nell’area del lago di Como), e successivamente consegnati insieme al materiale di studi al governo nazista. Da questi studi, e questi UFO precipitati al suolo, oltre all’Horten, sarebbero derivati i famosi dischi volanti del Reich, le Vril; ma a noi in questo caso interessa il fatto che da essi, l’Horten avrebbe preso la tecnologia stealth e parte della sua forma, così come secondo Ben Rich sarebbe successo con i velivoli di questo genere di fabbricazione americana.

Alcuni elaborati progettuali.

Durante l’operazione “Paperclip” (graffetta) gli ingegneri, il materiale e persino parti del velivolo, furono inviati negli Stati Uniti. L’Horten ed i suoi progetti furono consegnati all’azienda costruttrice di aerei Northrop Corporation. Questa divenne la realizzatrice dei velivoli ad ala volante americani compreso il più moderno B-2.

Di fatto l’unico erede degno di nota tra i velivoli con il pilota tra gli stealth ed ala volante, è il bombardiere B-2b. Ci sono però altri esempi di velivoli di questo genere come gli UCAV (aerei senza pilota-droni) ed in particolar modo l’X-47b. Non ho menzionato il Tr-rb di proposito, di questo velivolo ho già scritto in abbondanza.

Vedi anche il video del nuovo drone USA:

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2 thoughts on “L’aereo stealth del III Reich l’Horten 229

  1. Ciao Gabriele, articolo molto interessante. Ad avvalorare il tuo scritto posso aggiungere che una importante casa costruttrice di modellini usa/germania ( curiosa come proprietà) ha fatto sia il modellino dell’horten, sia quello degli ufo tedeschi. Io li ho entrambi. Un salutone👽👍

    1. ciao Raniero, li conosco entrambi e credo abbiano fatto un terzo modello di ufo nazista, c’è anche il modello dell’ufo crash di Roswell che ho ancora in scatola da montaggio 😀 un abbraccione a te…

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