Nel 2018 molti articoli hanno parlato della Principessa Tisulsky o come molti la chiamano, Principessa Tisul. E’ molto strano che anche una bambola attualmente in commercio ha un nome simile Tsiluky, che è tra l’altro tenuta in considerazione nel mondo del Fashion. Inoltre intorno a questa storia ci sono diverse teorie e misteri, pochi fatti, molti dubbi ed alcune probabili soluzioni. Nella foto di copertina una scena del film del 1997 Biancaneve nella foresta nera.

Principessa Tisulsky
Principessa russa non ben identifica.

La storia della cosiddetta principessa Tisul ha eccitato l’immaginazione degli appassioanti del mistero per diversi anni, dando origine a più domande che a risposte. La storia della scoperta della Principessa Tisulsky è descritta in un articolo di Oleg Kulishkin, “The Lady Who Is 800 Million Years”, pubblicato sul giornale Abakan Khakassia nel 2002.

Nell’estate del 1969, una scoperta incredibile e poco conosciuta fu fatta nel piccolo villaggio di Rzhavchik Tisulskago nella regione di Kemerovo in Russia.

Come venne trovata la mummia di Tisulsky

Durante i lavori di spogliatura nella miniera di carbone locale, un minatore di nome Karnaukhov si è imbattuto in una bara di marmo finemente lavorata a circa 70 metri sotto la superficie della Terra.

La donna che poi venne identificata come la Principessa Tisulsky era di una bellezza incredibile, che ricordava le antiche fiabe russe. Nel suo aspetto, ricorda gli slavi orientali. Caratteri somatici sottili, lunghi capelli biondi, intrecciati in modo tradizionale ed ancora più sorprendente, aveva grandi occhi blu spalancati, come fosse in animazione sospesa.

Anche il vestito della Principessa Tisulsky erano degni del guardaroba di una grande dama nobile. Decorazioni traslucide molto delicate e di colore bianco ornavano l’orlo in pizzo che scendeva appena sotto le ginocchia e le maniche corte e decorate con ricami eleganti con motivi floreali erano perfettamene conservate. A capo del letto c’era un oggetto misterioso: una piccola scatola nera, di aspetto metallico, delle dimensioni di un moderno telefono cellulare. Quest’ultima descrizione mi ricorda molto la scatola nera della Dama del mare del caso giapponese UFO di epoca Edo

Ciò che era all’interno del sarcofago, avrebbe il potenziale per cambiare la comprensione umana della storia di questo pianeta. Ma andiamo un passo alla volta e con i piedi per terra.

Una scoperta incredibile

Il sarcofago è stata portato in superficie dove i minatori di carbone si sono affollati e hanno tentato di aprirla rappando sui bordi.

Il liquido dentro il sarcofago stava cominciando a sciogliersi al sole e alla fine cominciò a fluire via, po i la parte solida cominciò a sgretolarsi ed a cadere per terra, rivelando cosa c’era dentro. Inizialmente, i minatori hanno notato che il sarcofago era piena di un liquido rosa e blu non identificato.

Imbalsamata all’interno del liquido c’era una donna incredibilmente bella di circa trent’anni con grandi occhi azzurri che rimanevano stranamente aperti. Gli uomini che lavoravano nella miniera notarono che sembrava non essere morta e che forse stesse solo dormendo.

La diffusione del ritrovameto misterioso

La notizia della scoperta si diffuse rapidamente tra gli abiyanti del villaggio locale e poi le autorità furono coinvolte. Verso le due del pomeriggio, un elicottero è atterrato sul sito e ha dichiarato che l’area era in quarantena e che tutti coloro che avevano assistito a ciò che era contenuto nel sarcofago ormai aperto avrebbero dovuto essere temporaneamente isolati.

Il sarcofago era troppo pesante per essere trasportata dall’elicottero, e così i funzionari hanno deciso di svuotare il liquido prima del trasporto.

Quando cominciarono a pompare via il fluido, il cadavere cominciò ad annerirsi quasi istantaneamente. Stranamente, quando hanno sostituito il liquido, il cadavere ha ripreso la forma della bella donna. Allo stesso tempo, uno dei lavoratori ha assaggiato il liquido.

Il sarcofago è stato quindi sigillato e un elicottero più grande è stato chiamato per portare la bara in un’altra posizione.

Altre due mummie ritrovate nella stessa zona

Secondo i dati apparsi nel 21° secolo, altri due sarcofagi sono stati trovati lì. Le sepolture antiche erano completamente identiche alla prima scoperta. La gente del posto ha visto solo elicotteri in volo.

Una versione sulle sue origini è stata presentata da chi fece le analisi delle sepolture che rissalivano a prima del periodo Carbonifero, quando la vegetazione dominava la Terra. I corpi furono immagazzinati nelle cripte nel mezzo di una fitta foresta e gradualmente vennero sepolte. La cripta di legno crollò e per milioni di anni divenne parte del letto di carbone.

Chi è il testimone

Nel 2007, Roman Yanchenko ha tenuto un inchiesta giornalistica indipendente. Andò nel leggendario villaggio di Rzhavchik alla ricerca di testimoni. La fonte dice che il sarcofago è stato visto quasi da tutto il villaggio, quindi è ragionevole credere che ci siano stati testimoni oculari o almeno leggende diffuse tra i presenti.

Ma, ahimè, l’unico membro sopravvissuto tra i minatori afferma, che tutto questo è un’invenzione, e che lo stava sebtebdo per la prima volta. Tutto il resto del gruppo morì entro 5 anni dalla scoperta sfortunata. Siamo forse davanti alla classica maledizione della mummia o al lavoro operativo del KGB? Molto più probabilmente, il secondo. Tutti i vecchi abitanti del villaggio non dicono niente.

È interessante notare che le autorità locali hanno trasformato i siti di scavo in un’enorme discarica. È probabile che questo sia un altro tentativo di nascondere le tracce?

Il ritrovamento ufficiale di altre due mummie

Aseguire ho deciso di trattare il ritrovamento ufficiale di altri due casi di mummie fossilizzate. Entrambi i casi sono fortemente supportati da notizie, prove ed altro. Ho deciso quindi di prendere una pausa dalla storia della Principessa Tisulsky per motivi che vi spieghero più avanti nello scritto.

Le due principesse hanno datazioni abbastanza normali, 900 e 2500 anni. Uno dei corpi è andato quasi distrutto, l’altro è ben coservato. Parlerò prima della principessa Polar e poi della mummia di Ukok, per ritornare infine alla nostra protagoista indiscussa.

La principessa Polar

Nella necropoli di Zeleny Yar, in Russia, gli archeologi hanno ritrovato una principessa mummificata che ha ancora denti, capelli e ciglia.”.

Huffington Post

Ha circa 900 anni, la mummia di una principessa russa del 1100 che è stata ritrovata in Siberia. Il ritrovamento è avvenuto nella necropoli di Zeleny Yar, vicino Salekhard. Il corpo è in uno stato di conservazione talmente ottimale da impressionare i ricercatori che lo hanno analizzato.

Il Twitter che parla del ritrovamento dell’importante mummia della Principessa Polar in siberia.

Una notizia archeologica verificata

A riportare la vicenda di questa scopertaè stato il Siberian Times, che incrocio per caso nella mia vita per la seconda volta in studi antropologici e che ho scovato anche su Twitter. Il suo corpo era l’unico in tutta l’area ad appartenente a una donna adulta, mentre nella medesima zona giacevano i resti di ben 36 uomini, che però non hanno resistito al corso del tempo come lei.

La principessa reale, ha subito un processo di mummificazione naturale e “involontaria”, grazie alla bambagia, alla pelliccia e al copricapo in rame che la ricoprivano nella sua tomba di permafrost. La donna, secondo le ricerche e le analisi, è morta all’età di 35 anni e ha conservato i denti, i capelli e le ciglia. Nonostante la sua testa si sia incredibilmente preservata, il resto del corpo ha subito una sorta ben più tragica, andando incontro all’inesorabile.

Sembra che sul suo volto si vedano dei segni di colorazione verde, quasi un tatuaggio naturale dovuto al copricapo, che le è stato lasciato in testa come prevedeva il rito di sepoltura dell’epoca. E, secondo gli archeologi, è stato proprio qull’elmetto o corona a permettere l’involontaria mummificazione del volto e della testa.

Chi era la mummia di Polar

La principessa di Polar apparteneva a un villaggio di cacciatori e pescatori medievali della Siberia non ancora identificato ma sicuramente collegato con la Persia, dato alcuni ritrovamenti vicini che lasciano pensre ad un commercio con la lontana terra mediorientale. Secondo gli studiosi si trattava di una popolazione, a maggioranza maschile, come suggerisce il fatto che nessun’altra donna o ragazza sia stata ancora rintracciata nella necropoli di Zeleny Yar, io sono naturalmente e logicamente di altro avviso, perfettamente convinto che semplicmente le donne o non venivano sepolte o erano sepolte altrove, oppure i loro corpi subivano una diversa sorte.

“Questo incredibile ritrovamento ci fa capire molte cose sulla necropoli in cui giaceva” ha spiegato Alexander Gusev, archeologo del Centro di Ricerca Artico della Russia. “Prima credevamo che ci fossero solo uomini o bambini a Zeleny Yar, ora sappiamo che non è così”.

La Principessa Ukok degli Altay

Nel 1993 l’archeologa russa Natalya Polosmak e la sua squadra scoprirono un’antica tomba sull’altopiano di Ukok, nella regione dei Monti Altaj, in Russia, vicino al confine con la Cina. Il contenuto della tomba era incastonato nel ghiaccio.

Man mano che gli archeologi scioglievano accuratamente lo strato di ghiaccio che impediva il contatto la tomba, venne alla luce il tumulo di una persona evidentemente molto importante: vicino alla bara in legno realizzata con il tronco di un massiccio larice erano stati sacrificati e sepolti sei cavalli con le briglie. Si trattava probabilmente di un cavaliere o un capo. All’interno della bara gli studiosi trovarono il corpo di una giovane donna arrivato fino a noi in un sorprendente stato di conservazione: perfino i tatuaggi sulla sua pelle erano pressoché intatti e chiaramente visibili! A seguire una ricostruzione basata sulla mummia. 

Principessa Tisulsky ? No!
Dama degli Altaj
La Dama degli Altaj.

Gli archeologi trasportarono quindi il corpo a Novosibirsk per sottoporlo ad accurate ricerche. Quest’ultima cosa però, causò una forte indignazione tra la gente dell’Altaj: lì si crede infatti che la “Principessa dell’Altopiano di Ukok”, o come è stata ribattezzata dalla stampa inglese, “La fanciulla del ghiaccio siberiano”, sia la mistica custode dell’Altaj, colei che secondo legende locali era la guardiana contro le potenze del male. La gente del posto sosteneva infatti che la “Principessa” fosse la progenitrice del popolo Altaj e che dovesse essere riportata nel suo luogo di sepoltura.

Era davvero una principessa?

Il corpo della donna, accuratamente imbalsamato con torba e corteccia, era disteso su un fianco come se stesse dormendo. Era alta 167 cm. La donna era giovane e aveva i capelli rasati, ma indossava una parrucca e un enorme copricapo. Sulla sua pelle pallida sono rimasti alcuni tatuaggi tribali raffiguranti degli animali: creature con corna che evolvono in forme floreali, potremmo dire perfettamente conservati come la pittura su una tela. La sua bara era stata realizzata appositamente di grandi dimensioni per poter contenere il cappello di feltro di 90 cm che portava sulla testa e con cui venne appunto sepolta. Indossava inoltre una lunga gonna di lana a strisce rosse e bianche e calze di feltro bianche. Tutto quanto perfettamente conservato dentro la tomba.

La “fanciulla” apparteneva alla cultura Pazyryk, una congregazione di tribù nomadi sciite che visse sulle montagne dell’Altaj tra il VI e il III secolo a.C.. In pratica potremmo dire che apaprteneva alle popolazioni iraniche e quindi probabilmente era una Ariana. Ma come ha potuto conservarsi così bene il corpo della donna?

In questa regione molte tombe Pazyryk furono inondate, probabilmente da infiltrazioni sotterranee, e congelarono lasciando i corpi in uno stato di conservazione stupefacente. Per questo i resti organici sono rimasti pressoché intatti dalla decomposizione. Nei 20 anni che la “giovane principessa” ha trascorso a Novosibirsk, gli scienziati hanno studiato il suo corpo e hanno pubblicato i risultati di quelle indagini, ma rimaneva ancora un mistero.

Un mistero da risolvere

Il corpo imbalsamato è stato sepolto almeno tre mesi dopo la morte. Per tutto questo tempo, la misteriosa donna ha continuato ad avere un ruolo speciale nella vita della sua tribù: a giudicare dai segni trovati sul corpo, sembra essere stata sistemata su alcune sedie; la lunga e complessa cerimonia di imbalsamazione e poi indice dello status straordinario della defunta. Tuttavia gli scienziati negano che si tratti di una “principessa” come invece sotiene il suo popolo negli Altaj.

Principessa Tisulsky ? No!
Dama degli Altaj
La tomba della Dama degli Altaj.

“Non è esatto chiamarla principessa. Non era una principessa, bensì una rappresentante della fascia media della società Pazyryk”, spiegò nel 2012 alla rivista Expert-Siberia l’archeologo Vyacheslav Molodin, studioso dell’Accademia russa delle Scienze e marito di Natalya Polosmak. “Il clamore intorno alla nostra scoperta si genera quando nell’Altaj si verificano certi eventi come i terremoti, le elezioni o un deficit del bilancio locale. Ed ecco che viene immediatamente tirata in ballo questa “signora”: [alcune persone sostengono che] tutti i problemi si verificano perché lei si trova a Novosibirsk e non nell’Altaj”, concluse Molodin, citando indirettamente una presunta maledizione della mummia.

Una sciamana?

Molodin dice ancora: “La tomba della “Fanciulla dei ghiacci” non era così grande e riccamente decorata come le tombe dei nobili Pazyryk, rinvenute nella stessa zona. Ma ciò che attira l’attenzione, è che si trova a una certa distanza dalle sepolture “nobili”. Nelle culture antiche, questo tipo di sepoltura “a distanza” veniva eseguito da donne la cui occupazione professionale comportava un voto di celibato. Secondo gli scienziati, la giovane era probabilmente una guaritrice o una sciamana. Così come è emerso dalle analisi chimiche, inalava periodicamente i fumi del rame e del mercurio, probabilmente nell’ambito di qualche rituale: fumi che ovviamente si sono rivelati dannosi per la sua salute. Tuttavia, secondo gli scienziati, non potevano essere fatali. Di cosa è morta allora la fanciulla dell’Altaj?”

Principessa Tisulsky ? No!
Dama degli Altaj
La tomba della Dama degli Altaj.

Risolto il mistero della mummia degli Altaj

Il mistero è stato risolto solo una decina di anni fa con l’aiuto di una tomografia computerizzata, strumento diagnostico ormai sempre più usato per le mummie e i loro misteri, dalla quale è emerso che la fanciulla soffriva di un cancro al seno che l’ha uccisa in circa tre anni. Quest’ultima cosa non sembra propriamente da persona magica che custodisce un popolo al male. Al momento della sua morte aveva 25 anni, quindi per oi giovanissima, per l’epoca magari meno. Gli studi sul DNA hanno dimostrato che la “Fanciulla” è strettamente legata geneticamente ai contemporanei Selkup e Ket: tribù indigene siberiane che ancora oggi vivono in Russia.

Nel 2012, la mummia è tornata in Altaj, ma non nella sua tomba. “Mentre gli sciamani eseguivano rituali nel luogo in cui era stata sepolta, i capi indigeni e gli anziani l’hanno accompagnata nel Museo Nazionale della Repubblica dell’Altaj, a Gorno Altajsk, un museo storico all’avanguardia curato da élite indigene che celebra la cultura altaiana”, ha scritto Gertjan Plets sul Post-Soviet Affairs nel 2019. E a quanto pare Vyacheslav Molodin aveva ragione quando sosteneva che la salma è stata spesso usata per pura “pubblicità”: “A volte è difficile parlare apertamente di politica, così la usiamo come metafora per discutere le difficili condizioni della gente dell’Altaj in Russia. Rivendicare lei è rivendicare la nostra terra”, ha detto a Plets una giornalista locale, che era tra l’altro moglie di un leader-politico indigeno recentemente scomparso. Quest’ultimo pezzoè preso da Rya Nosvosty.

Il ritorno a casa

Ad ogni modo la “Fanciulla di ghiaccio” è tornata nel suo luogo di sepoltura negli Altaj. È stata collocata in una stanza speciale del museo locale in conformità alle credenze del popolo indigeno, e giace all’interno di una riproduzione della bara in cui era stata originariamente trovata. I visitatori possono vedere la “Fanciulla” solo alcuni giorni all’anno, perché l’esposizione costante potrebbe danneggiarne i resti. Nei giorni in cui non è esposta, il pubblico può ammirare la copia esatta della principessa nel luogo di sepoltura che mostra come la “Fanciulla” poteva apparire quando, secoli fa, morì per intraprendere il suo ultimo viaggio verso l’aldilà.

Ritornando alla Principessa di 800 milioni di anni fa

Dopo questo salto in due localite diverse da quelldegli eventi di nostro interesse, ed aver chiarito alcuni quesiti legati al ritrovamento dui altre due mummie nella siberia, è giunto il momento di riprendere a parlare di Tisulsky. Questo escursus archelogico-antropologico mi è servito per svariati motivi, per prima cosa a far notare le differenze tra un racconto giornalistica e notizie scientifiche con dati e foto. Chi mi conosce, sa bene, che io ho una mentalità aperta e non escludo mai possibilità che ancora non sono assolutamente da eliminare.

Ma come ho accennato prima, ci sono anche altri motivi per cui ho parlato di Polar ed Ukok. Vediamoli insieme.

  1. le notizie riportate da autorità, scienziati, ecc.. hanno una logica, sono dettaglaite e rese pubbliche da canali pubblicied affidabili.
  2. I ritrovamenti hanno luoghi precisi e riferimenti altrettanto mirati.
  3. Su tutto ci sono nomi e cognomi, date e dati e ciò che utile per reperire le informazioni e fatti storici.

Parla la scienza anche per Tisulsky

Cinque giorni dopo la scoperta della Principessa Tisulsky, un professore di Novosibirsk che era stato incaricato di indagare sul corpo ha detto che la scoperta aveva il potenziale per capovolgere la comprensione umana.

Il professore ha detto di essere certo che il corpo avesse almeno 800 milioni di anni e che fosse più vecchio del carbone che si era formato intorno al sarcofago. Disse che questo significava che la teoria darwiniana dell’evoluzione doveva essere messa in discussione e la storia umana riscritta.

All’inizio, è stata proposta una versione aliena della storia della siberiana, ma un’analisi genetica del corpo della donna ha mostrato la sua uniformità al 100% con i russi moderni.

Principessa Tisulsky
Uno dei presunti sarcofagi della Principessa Tisulsky.

È stato anche stabilito che il livello di civiltà a cui apparteneva la donna è molto più alto del nostro. In particolare, la tecnica di produzione del tessuto di cui è fatto l’abito non è ancora nota all’umanità.

Analisi del liquido gelatinoso del sarcofago

Non è stato possibile determinare la composizione del liquido, sono stati identificati solo alcuni dei suoi componenti costitutivi, formati dalle più antiche varietà di cipolle e aglio (questa affermazione è di per se a mio avviso molto ridicola).

Immediatamente sul luogo della scoperta del sarcofago della Principessa Tisulsky, cominciarono ad accadere cose strane. Uno dopo l’altro, tutti e sei gli “scopritori” della tomba sono stati uccisi in incidenti d’auto in circostanze inspiegabili. L’uomo che ha assaggiato il liquido, è impazzito e si è congelato sulla soglia della propria casa. Non posso fare a meno di sorridere e pensare che sia un raccontino di terza lega.

A poco a poco, la storia è stata dimenticata. Poi di nuovo è venuta alla luce nel 2002 e nuovamente nel 2017, per ritornare nuovamente nel 2022.

La mummia salva dal freddo

Gli scienziati suggeriscono che approssimativamente 850-650 milioni di anni fa, la nostra Terra fu sottoposta a cataclismi globali. L’unico continente di Rodinia era coperto da una crosta di ghiaccio di 6 chilometri. Il ghiaccio ha legato l’intero oceano mondiale.

È possibile che nel periodo pre-glaciale sia nata la Principessa Tisulsky. La civiltà, sebbene fosse più avanzata della nostra, non poteva resistere alla natura. Il sarcofago con un liquido era destinato all’introduzione artificiale dell’anabiosi con l’animazione successiva. Ma qualcosa è andato storto e non è stato possibile rianimare completamente la civiltà.

Da allora, c’è stato più di un periodo glaciale, c’era un significativo spostamento delle placche continentali. Le tracce di questa antica civiltà sono rimaste profonde nelle viscere della terra. Tuttavia, qui, ci sono scheletri di tipo moderno, chiodi e persino vasi di metallo negli strati di carbone. Potrei pensare che quest’ultima affermazione si riferisse ad OOParts. Le parole di questo sedicente scienziato risultano però poco chiare, scarsamente definite e decisamente non confutabili.

La Principessa Tisulsky è esistita?

Congruenze del caso

In primo luogo, vale la pena dire che il giornale Khakassia esiste davvero. Fino al 1993, si chiamava “Khakassia sovietica”. L’articolo, “A Lady of 800 Million Years”, è stato infatti pubblicato.

In secondo luogo, nel 1960, una miniera di carbone era operativa vicino al villaggio di Rzhavchik. È anche vero che i lavoratori menzionati nell’articolo lavoravano nella miniera. Ma le coincidenze reali finiscono qui.

Incongruenze del caso

Il fatto che le persone menzionate nell’articolo, che ricordo essere l’unica fonte a parlare della Principessa Tisulsky, avessero posizioni completamente diverse sembra una sciocchezza.

Anche l’età del ritrovamento di 800 milioni di anni non è confermata. Non ci sono depositi di carbone di questa epoca sulla terra. I depositi più antichi si sono formati nel periodo Devoniano non prima di 350 milioni di anni fa.

È anche dubbio che siano stati in grado di sollevare il sarcofago da una profondità di 70 metri da una cucitura di carbone, ma non è stato possibile caricarlo in un elicottero a causa del troppo peso.

Quindi tutto sembra andare verso una storia che non sta nè in terra, nè in cielo, che fa insomma acqua da tutte le parti. Se poi compariamo le dicerie scritte e descritte alle notizie scientifico-archeologiche-antropologiche riportate prima, la differenza è un abisso.

Una storia sensa senso

L’azione o la motivazione che ha spinto il lavoratore ad assaggiare il liquido che riempie il sarcofago è incomprensibile, per non dire inesistente.

Principessa Tisulsky
Un altro presunto sarcofago della Principessa Tisulsky.

Inoltre, se tutto era così classificato che anche l’intera miniera di carbone è stata accuratamente scavata per distruggere tutte le tracce del ritrovamento, perché il professore è venuto a condividere informazioni segrete con i testimoni? Non ha alcun senso.

In che modo gli scienziati di Novosibirsk hanno stabilito l’età del “defunto” nel giro di pochi giorni? Non è una cosa fattibile.

E, soprattutto, come potrebbe un’analisi genetica del corpo mostrare la sua uniformità al 100% con i russi moderni? In pratica non ci sarebbe stata alcuna evoluzione in quasi un miliardo di anni, impossibile.

Generalmente, questa è una doppia scoperta. In primo luogo, sono stati scoperti geni tipicamente nazionali russi. In secondo luogo, i russi a quanto pare, vivevano prima dei dinosauri. Questa scopeta merita sicuramente il premio Nobel! Ma ovviamente non può riceverlo dato che non sussiste il fatto.

Errori del giornalista che scrisse il pezzo

Infine, l’autore dell’articolo scrive che nel 1973 “sulle isole del lago Berchikul, a sei chilometri dal luogo in cui è stato trovato il sarcofago, sono stati effettuati scavi su larga scala per tutta l’estate fino al tardo autunno nel più stretto segreto, e il luogo di lavoro è stato transennato da soldati e polizia”.

Principessa Tisulsky
La presunta ricostruzionedel luogo di ritrovamento.

Hanno effettivamente trovato un antico cimitero dell’età della pietra. Ma non sull’isola, ma sulla riva, poiché non ci sono isole sul lago Big Berchikul. L’autore non è mai stato sul posto? Non direi.

Tuttavia, in realtà, nell’estate del 1973, una spedizione archeologica guidata da Vladimir Bobrov, organizzata dal Dipartimento di Archeologia dell’Università Statale di Kemerovo, lavorò sulla riva del Bolshoi Berchikul. Ma nelle memorie di Bobrov non c’è una parola sulla sensazionale scoperta tuonata nel villaggio, nè sugli “archeologi del KGB”. E non perché nascondesse qualcosa, ma perchè la storia era completamente diversa e non c’era alcuna mummia di 800 milioni di anni.

Strane dicerie vogliono che la donna non sia umana, ma aliena o addirittura un bio robot

Come scrivono alcune pubblicazioni, nel distretto di Tisulsky non hanno trovato un cadavere di una donna, ma un biorobot. era una sorta di clone o robot di una potente super-civiltà estinta. Il robot è stato appositamente posizionato nel sarcofago per trasmettere una vasta conoscenza alle generazioni future forse dei superstidi della stessa civiltà. E nella terra siberiana sono nascoste alcune altre tombe con corpi simili e contenute nelle stesse capsule a forma di sarcofago. Ma il loro tempo non è ancora arrivato: l’umanità non è ancora pronta per tale conoscenza. Nessuna di queste affermazioni è in alcun modo confutabile.

Se si scopre che la donna non è morta, ma è in animazione sospesa, in questo caso, il suo risveglio sarà l’evento principale del 21° secolo. Ma è improbabile che il pubblico lo scopra mai. Di norma, tali eventi non sono pubblicizzati dalle autorità e verrebbero probabilmente come protagonisci, pochi eletti ben selezionati tra le più eccelse menti e i più ricchi magnati.

Verità o finzione

Se una storia del genere è accaduta di sicuro gli operai non erano attrezzati per foto e video e non c’erano i cellulari. Le informaizoni nei piccoli centri, soprattuto folcloristici ed isolati, si diffondono con rapidità e spesso mutano rapidamente.

L’autore dell’articolo sensazionale è apparso negli spazi aperti di Internet nel 2012 e ha raccontato cosa gli sarebbe successo dopo aver scritto l’articolo. Lo avrebbero percorso e gli avrebbero distrutto l’auto. Egli sostenne che l’editore gli propose di tradurre tutto in uno scherzo e di scrivere che la ragazza è risorta ed è fuggita in una direzione sconosciuta. In risposta al suo rifiuto pers eil lavoro e dovette terminare la sua carriera giornalistica. Qualcuno sostiene che egli sia addirittura morto poco tempo dopo in un incidente con la moto, ma ci sono varie versioi discordanti anche su questi eventi.

Conclusioni

In pratica ed in conclusione, non c’è nulla in questa storia che possa essere confermato, ci sono solo racconti partiti da un articolo di giornale. e poi riprese su internet. Se alla base della storia ci sia qualcosa di realmente accaduto e travisato o mal riportato, non c’è modo di saperlo. Siamo davanti ad una mistificazione? Probabilmente si. Possiamodire con assoluta certezza, che questa storia è tutta una stupidaggine? Assolutamente no. Anche nelle storie confermate ci sono incongruenze. Per me alla base di questa storia c’è realmente qualche ritrovamento. Magari una delle mummie ritrovate in Siberia è alla base della storia, e le info furono semplicemente travisate. Oppure samo davanti ad un tentativo di creare uno scoop.

Magari è esistita veramente una Principessa Tisulsky, ma era semplicemente una mummia come le altre. Forse in questo caso è andata distrutta e magari non avrà mai una storia.

Di Gabriele Lombardo

Gabriele Lombardo è nato il 17 gennaio 1975 a Palermo. Diplomato al Liceo Artistico e grafico per reti internet/intranet, egli ha acquisito nel tempo maggiori e più precise conoscenze artistico/culturali anche nel campo della clipeologia e degli studi associati e paralleli come il simbolismo, l’archeologia misteriosa e la paleoastronautica (teoria degli antichi astronauti). Esperienze E’ stato investigatore privato ed addetto alla sicurezza, cose che gli sono servite per sviluppare attitudini all’investigazione e le tecniche di analisi. Soprattutto ha sviluppato doti idonee ad un approfondito profilo di investigatore ufologico e del paranormale, nonché più generalmente di tipo misterico. E’ stato aspirante pubblicista-giornalista di controinformazione per quasi quattro anni, scrivendo di guerre, crisi internazionali, scienza, ufologia, archeologia del mistero, complotti internazionali, ecc.. a scritto per X-Time, Seven Network, Seven Radio, Il vespro ed altre riviste o network. Attualmente è anche autore. Convegni e conferenze Fin dall’età di tredici anni è stato appassionato di antiche culture, storia, scienza e misteri di tutti i tipi. Negli anni è stato testimone diretto ed indiretto di molti eventi ufologici ed alcuni paranormali. Nel 2006 intraprende il suo interesse verso l’ufologia, dopo circa sei anni dedicati al paranormale più in generale e comincia a scrivere in rete su vari blog e forum a tema misterico-ufologico. Nel 2010 ad Alcamo (Trapani) effettua il suo primo convegno pubblico con i rappresentanti di CUN, CISU ed un astronomo, su invito dell’Associazione Culturale Impronta di Palermo. Dopo aver fatto alcuni importanti convegni sulla controinformazione, il controspionaggio, la propaganda storica, l’ufologia storica, le scie chimiche e tecnologie come HAARP e MUOS, ha elaborato una propria tesi che unisce insieme la sperimentazione delle tecnologie sopracitate, il fenomeno ufo e le armi ad energia solida o ad energia più ingenerale (laser, microonde, ecc.). Ha anche effettuato un reportage fotografico sul MUOS durante la sua costruzione. Ruoli e gruppi fondati Gabriele Lombardo diventa Coordinatore e Responsabile per Il CUS (Centro Ufologico Siciliano) tra il 2011/2012, dove ha svolto indagini ufologiche territoriali, ha formato un gruppo di sostegno e ricerca per la Sicilia Occidentale, ed ha svolto attività convegnistiche organizzando con esso ben 3 convegni a Carini (Palermo); ha inoltre contribuito alla stesura di un Libro dal titolo “Gli Ufo in Sicilia – Parlano i Testimoni” di Salvatore Giusa, con alcuni casi indagati personalmente e documentati fotograficamente. Nel 2014 fonda l’Associazione Culturale “Nuovo Millennio – UFO Hunter Italia” poi chiusa i primi del 2018, di cui è stata Presidente, organizzando e partecipando come relatore o guida a 13 convegni (Trapani, Palermo, Carini, Caccamo), 10 skywatching ufo/astronomici e 3 gite archeologiche organizzate. Con la stessa Associazione e con il supporto di Giornalisti d’inchiesta, un tecnico del CIR di Roma e ricercatori indipendenti, ha condotto e documentato le indagini degli ultimi 5-6 anni presso Canneto di Caronia (Messina), dove autocombustioni, fenomeni magnetici, contatti alieni, fenomeni paranormali, eventi medianici, anomalie di vario genere ed avvistamenti UFO, hanno generato molte ipotesi. Ha anche condotto indagini sulle rotte UFO sopra le città di Palermo, Marausa-Birgi (Trapani) e Carini-Aeroporto Falcone Borsellino. Ha anche condotto indagini sulla casistica delle Province di Palermo, Trapani ed Agrigento per due anni. E’ anche stato autore di molti avvistamenti fotografati e ripresi. Ha organizzatore numerosi convegni e skywatching, spedizioni investigative, archeologiche ed antropologiche. Interviste ed esperienze radiofoniche e TV Gabriele Lombardo è stato in radio diverse volte come ospite per parlare di temi ufologici, di contattismo, scie chimiche, storia, occultismo, esoterismo, ecc.. E’ anche stato più volte ospite di una TV Monte Lepre (Palermo), dove ha coo-condotto come ospite speciale due trasmissioni a tema ufologico-scientifico-misterico affrontando temi come: il Meteorite di Celiabynsk, area 51, Casistica regionale siciliana e Roswell. Egli è stato intervistato dalla trasmissione TV Voyager dove ha potuto esporre una personale tesi che collegherebbe i fenomeni di Canneto di Caronia con le frane del Messinese di qualche anno fa. E’ stato anche intervistato per la galleria di Tremmonzelli in Sicilia (dove avvengono strani fenomeni, avvistamenti UFO e combustioni spontanee correlate ad anomalie magnetiche ed impulsi elettromagnetici o microonde). Gabriele è anche stato ideatore e Conduttore radiofonico della trasmissione “Nuovo Millennio” che andava in onda ogni venerdì dalle 22:00 alle 00:00 su Radio Carini, e condotta insieme ad altre persone. Gabriele Lombardo è anche cittadino di “Asgardia“, la prima Nazione spaziale che attualmente è in trattativa per un seggio all’ONU ed effettua missioni spaziali automatizzate. Egli ha anche un diploma ad Honorem causa “in antichi culti e religioni” Rilasciato dalla chiesa Universale degli USA ed è autorizzato Press presso la stessa istituzione negli Stati Uniti. Ora è ricercatore indipendente e ha dato e continua a dare il suo contributo alla formazione ed il mantenimento delle attività della F.U.I. (Federazione Ufologica italiana), di cui è uno dei promotori e fondatori. Ruoli nella FUI e pubblicazioni Allo stato attuale è a Capo di alcuni dipartimenti ed è vice Capodipartimento di altri. Nel 2019, ha contribuito alla stesura del libro: Il Paradosso di Fermi. “Where is everybody?” Ricerca Aerospaziale Quaderno n. 4 – Anno 2019 insieme a Dario Del Buono, Francesca Maria Manoni, Giuliana Conforto, Giuseppe GM Quartieri, Laura Quartieri, Paolo Saraceno, Piercamillo Quercia. Gabriele Lombardo si occupa anche di analisi foto video, di investigazione dei casi UFO, di fenomeni ad essi connessi e di tutto ciò che è mistero o scienza, scrive articoli e libri. Mail personale: gabrielelomb75@gmail.com

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