Una risposta ad uno degli enigmi ufologici

enigmi ufologici

Siamo sempre alla ricerca di una risposta ai misteri, che ci circondano. Secondo alcune teorie ufologiche molto diffuse, gli UFO in generale potrebbero essere oggetti provenienti da altre dimensioni e non soltanto da altri mondi (questo concetto lo troviamo espresso persino in un dossier dell’FBI USA).

Tali teorie presuppongono: che universi paralleli a volte si scontrino o si accavallino tra loro. Questo in pratica, renderebbe praticamente i punti di coincidenza, dei veri e propri portali di congiunzione. Oppure, più semplicemente, potrebbero essere dei punti in cui, le due realtà coinciderebbero alla perfezione. Di fatto renderebbero un oggetto o un intero luogo visibili da entrambe le parti.

Probabilmente, con l’ausilio di tecnologie particolari, avremmo la possibilità di creare artificialmente questi eventi di congiunzione. Potremmo quindi utilizzarli volontariamente come passaggi per navicelle. Così in effetti potrebbe essere per alcuni UFO.

Questa teoria enigmatica, non può essere applicata a tutti i casi. Non ci darà quindi una risposta a tutto, ma soltanto ad alcuni, nella fattispecie in quelle circostanze in cui gli oggetti apparirebbero statici o visibili per brevi momenti in uno stesso punto preciso. Oppure sarebbe applicabile ai casi di oggetti ripetutamente avvistati nello stesso punto preciso e sempre per frazioni di tempo molto piccole.

Una intuizione grazie alla serie TV Fringe

Fringe risposta

Una frase detta, da uno dei protagonisti, di una delle prime puntate, della 4 stagione di “Fringe”, mi ha fatto riflettere su uno degli enigmi dell’ufologia.

Il fatto, che solo alcune persone a volte, riescono a vedere un oggetto ufologico, e che esso, anche a testimoni, che si trovano tra loro a pochi metri di distanza possa non apparire visibile è molto interessante.

La stessa cosa accade con videocamere e fotocamere e riguarda anche tutti i fenomeni paranormali in cui appaiono entità, ecc..

Questa a seguire, potrebbe essere una geniale intuizione dell’autore della serie tv. Vediamo cosa sostiene l’ipotesi: un oggetto a cavallo tra due realtà diverse e parallele, potrebbe apparire con un’immagine leggermente sfalsata nello spazio o nel tempo, o in entrambe i fattori.

L’oggetto in questione quindi, potrebbe non essere visibile se non da un’unica direzione precisa. Addirittura se ci si spostasse di pochi millimetri dal luogo dell’avvistamento si perderebbe il contatto con l’immagine. Se così fosse, avremmo finalmente la risposta all’enigma secondo cui gli UFO, siano visibili solo da alcune persone (così come le altre manifestazioni paranormali).Avremmo anche risposta al quesito che vuole, che soltanto in alcuni momenti, e in alcuni luoghi siano visibili.

Il telefilm ci suggerisce persino, come tentare un esperimento per vedere un oggetto, che appare visibile unicamente da alcune direzioni.

L’esperimento

Ecco cosa suggerisce di fare. Dobbiamo usare decine di macchine fotografiche o videocamere, nel tentativo di vedere un’immagine di qualcosa non visibile a seconda delle angolazioni con cui la si guarda, da porre verso un’unica direzione. Il tutto va fatto nello stesso punto preciso ma con gli apparecchi sfalsati di qualche millimetro l’uno dall’altro. In questo modo. le piccole variazioni nell’inquadratura, fanno la differenza, così da avere maggiori possibilità di cogliere un’immagine.

Ovvio che un esperimento del genere non è applicabile al fenomeno ufologico, almeno in teoria, non come in un luogo chiuso. In effetti però, si potrebbe piazzare videocamere intorno ad una città dove avvengono avvistamenti eclatanti, si potrebbe così ottenere qualche risultato significativo. Comunque il tentativo sarebbe interessante.

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